Quest’anno la stagione è iniziata in queste settimane finali di agosto a causa dei cambiamenti climatici.
A non cambiare sono le modalità con cui NoCap porta avanti il suo progetto di affiancamento dai caporali e dallo sfruttamento.
I lavoratori sono stati sottratti al degrado e alla morte del ghetto di Borgo Mezzanone ed ospitati dai nostri partner di Emmaus presso il Villaggio Don Bosco.
Qui hanno ritrovato dignità e sicurezza.
Il passaggio successivo è l’inserimento tramite contratto regolare CCNL nell’azienda agricola della rete NoCap (una delle oltre 400 sul territorio nazionale).
I campi che si scorgono nel servizio sono nello specifico tra Foggia e Manfredonia, vicino Amendola.
I lavoratori hanno ricevuto visite mediche, tute, guanti, strumenti da lavoro e tutto l’occorrente.
NoCap ha inoltre messo a loro totale disposizione due furgoni per raggiungere il campo autonomamente senza essere vittima del giogo dei caporali, che sottraggono reddito e dignità proprio grazie al controllo spietato della logistica.
6 ore e mezza di lavoro come da contratto collettivo e poi a casa.
Nelle filiere sporche si raggiungono anche le 12 o 13 ore di lavoro.
I lavoratori hanno anche a disposizione assistenza legale, burocratica ed una formazione di tipo lavorativo e sindacale.
I frutti di questa filiera si possono acquistare a sud presso i negozi del gruppo megamark Dok e Famila. A nord invece NoCap è da poco sbarcata in Coop.
L’associazione NoCap ed il Presidente Yvan Sagnet ringraziano per la diffusione di una così bella notizia che rafforza più che mai il legame con il Tavoliere e la Provincia di Foggia.