TEMPORANEA

A tavola con Cedrospeziato: Cibo&Cultura tra scienza e tradizione 

A tavola con Cedrospeziato, scritto dalla giornalista Sabrina Vasciaveo e arricchito dai preziosi consigli della nutrizionista Valentina Trimigno, si aggiunge ai testi dedicati alla cucina della collana di Cedrospeziato, ampliando la visuale sull’importanza della corretta nutrizione nella nostra vita. Un piccolo diario che vuole mettere l’accento sui punti più salienti da tenere sempre bene a mente nei cambi di stagione, omaggiando la cucina italiana attraverso l’esempio di alcuni piatti della tradizione. 

Manfrechef ha fatto due chiacchiere con le autrici, che hanno risposto a qualche curiosità:

Manfrechef: Come nasce questo libro?

Sabrina: Questo libro sarebbe dovuto nascere tempo prima, ma a causa della pandemia, abbiamo rimandato, in quanto desideravamo una presentazione live. Io avevo in programma di scrivere un libro a quattro mani con una professionista che mi potesse dare un supporto scientifico, perché Cedrospeziato ha come filone conduttore il cibo a trecentosessanta gradi, feci la proposta a Valentina, che accolse con entusiasmo questo progetto. Per altro, con Valentina, abbiamo messo su un format per dare consigli pratici su come restare in forma durante la pandemia, poichè in quel periodo stava nascendo un rapporto quasi morboso con il cibo, essendo l’unica cosa che ci regalava gioia, il trait d’union, un oggetto di condivisione; da qui è nata l’esigenza di mettere nero su bianco, per indirizzare in modo semplice e il lettore, e a me è piaciuto condire il tutto con un po’ di storia, di tradizione. Questo libro è un naturale proseguimento dell’inizio della collana di Cedrospeziato, un’evoluzione di questo filone enogastronomico, che già seguivo nella mia vita professionale e non. L’apporto di Valentina è stato fondamentale per dare vita a questo progetto, che spero piaccia. C’è anche una prefazione che riguarda il rapporto con il cibo, con un accenno ai disturbi alimentari, scritta da una psicologa, la Dott.ssa, nonché cara amica, Ines Panessa. 

Valentina: Quando ho conosciuto Sabrina, sentivo l’esigenza di spiegare ai miei pazienti e a tutti, nella maniera più semplice e diretta possibile alcune nozioni sull’alimentazione, perché c’è una malsana informazione su questa tema. Quando Sabrina mi ha proposto questo lavoro, ho pensato di aver trovato la strada giusta per poterlo fare. Gli eventi belli o brutti che siano, sono sempre associati al cibo o alla compensazione attraverso il cibo. Prima di studiare vedevo il cibo come qualcosa che ricordasse un bel momento o ne compensasse uno brutto, poi ho scoperto che il cibo è potere, e attraverso di esso possiamo cambiare la nostra vita. Ho visto in prima persona gente cambiare il corso della loro vita fisica e mentale, cambiando la loro alimentazione. La felicità è anche chimica, se diamo al nostro corpo ciò di cui ha bisogno, ci risponde in modo positivo. Spero di aver trasmesso nel libro l’idea che dal punto di vista nutrizionale il cibo è potere, una medicina a lungo termine e dipende dalla nostra volontà. Ho scelto di fare questo lavoro perché mi piace l’idea di poter curare i pazienti con la loro forza di volontà

Sabrina Vasciaveo

M: Feuerbach diceva: “L’uomo è ciò che mangia”, “Proust mangiare è ricordare”. Qual è la vostra idea di cibo?

S: Io prediligo il concetto espresso da Proust, ma sono due concetti affini, non esisterebbe il concetto di Proust senza l’idea espressa da Feuerbach e sono, quindi, uno propedeutico all’altro. La cultura del cibo ci rievoca momenti di socialità e convivio. C’è anche una parte del libro dedicata alle ricette della tradizione, e non solo, che concludono questa tavolata; dal libro alla tavola, appunto.

V: Queste due frasi possono essere riassunte in un concetto molto semplice: “Siamo stati ciò che abbiamo mangiato, siamo ciò che mangiamo e saremo ciò che mangeremo.” L’uomo e il cibo sono nati insieme.

M: Libri che vertono sul tema dell’alimentazione sono molto in voga in questo periodo, in cosa si differenzia il vostro libro?

S: La cucina appartiene ad ognuno di noi, fa parte delle tradizioni di un popolo ed ognuno interpreta e personalizza ricette ed idee; di libri di cucina è pieno il mondo, non abbiamo mai pensato di metterci in concorrenza o in competizione con libri in commercio. La differenza viene fatta da come uno stesso argomento viene impostato: noi abbiamo pensato di accostare ai consigli utili la storia e parte della cultura della tavola italiana e alcune tradizioni che fanno parte della nostra Puglia, ricca di frutti, paesaggi e storia. Il cibo è nutrimento della vita. 

V: Secondo me è la sinergia che fa la differenza. Scienza, benessere, cultura e cibo possono essere racchiuse in uno stesso volume. E’ nato durante il periodo della pandemia e noi abbiamo cercato di rispondere a delle esigenze, e lo abbiamo fatto insieme, unendo le forze. I libri riflettono ciò che succede nella società, il cibo è un argomento che ha monopolizzato l’attenzione e infatti si riflette negli scaffali delle librerie. 

Valentina Trimigno

M: Dal libro emergono consigli pratici per rapportarci all’alimentazione, in che contesti sono applicabili?

V: Questi consigli sono applicabili ovunque, lo scoprirete leggendo il libro. Ci tengo a trasmettere l’idea che l’alimentazione non sia un regime, una restrizione, né un sacrificio, ma che sia insita nell’essere umano. Alimentazione sana significa dare al nostro corpo ciò di cui ha bisogno; un’alimentazione completa e soddisfacente è un’alimentazione che funziona nel tempo. Mangiare bene significa mangiare con moderazione ma anche e soprattutto con gusto, apportando al nostro organismo ciò di cui esso necessita non rinunciando al piacere di mangiare. 

M: Massimo Montanari nel libro Il mito delle origini, breve storia degli spaghetti al pomodoro, scrive: “Il mito delle origini è quello che ci fa pensare che esista un punto magico della storia in cui tutto prende forma, tutto si spiega, il punto in cui si cela la nostra identità, e poi aggiunge: “Le origini spiegano poco, l’identità nasce dalla storia, da come quelle origini si sviluppano, da come cambiano attraverso incontri e incroci imprevedibili.” Per te è più importante andare alla ricerca delle origini, oppure ricostruire la storia di ciò che nel tempo e nello spazio un cibo è diventato? In altre parole, quando ti riferisci alle tradizioni di un piatto, intendi riferirti alle origini o all’identità del piatto stesso?

S: Io sono indirizzata all’identità, ma l’identità senza storia e tradizione, senza incontri e incroci, senza informazioni circa la sua evoluzione non basta. Le origini servono perché senza di quelle non sappiamo chi siamo e dove andiamo. Il riferimento alle radici è imprescindibile, è il punto di partenza, mentre il punto di arrivo è l’identità. 

Il libro è prodotto dalle autrici, e al gruppo editoriale Gedi, è affidata la stampa e la distribuzione. È acquistabile nei principali punti vendita nazionali e internazionale, come AmazonIBS e La Feltrinelli. Parte del ricavato delle vendite del libro sarà devoluto all’AIRC. La presentazione del libro si svolgerà il 1 Luglio 2022 sul Porto Turistico di Manfredonia alle ore 20:00 in una serata di Cibo&Cultura.

Manfrechef

Siamo Lucia e Raffaella, abbiamo 22 anni, siamo di Manfredonia e siamo laureate rispettivamente in Lettere e Scienze Politiche. Stiamo proseguendo i nostri studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e la Ca’ Foscari di Venezia. Viviamo da fuori sede e creiamo piatti senza pretese, per non morire di fame. Nel libero studiamo.

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