C’è un chiodo nell’albero che dal tronco caccia un liquido di conifera, denso anche di resina all’aria forte del boschetto,c’è un degrado sconvolgente che la popolazione non aiuta certo a risollevare il declino, ma che se può distruggere sporcare lo fa senza nessuno rimorso, e senza nessun comando come se fossero i padroni della città.
C’è un disinteresse tra cittadino e cittadino come si parlasse di un’altra città e non dello stesso luogo. C’è l’abbandono dentro la terra di quel boschetto rinsecchito oramai a polvere con pochissimo prato ed erba ma solo enormi radici che fuoriescono dalla terra da farti cadere . Ma perché non c’è orgoglio per la nostra zona dove l’erba è putrefatta dove il territorio respira senza vedere nulla in cambio, il controllo va fatto da noi ,che non vogliamo essere ripresi,che siamo intestarditi, vogliamo lo sfascio noi figli di caino. C’è nel canale che affluisce e costeggia accanto alla pineta lo sporco dell’acqua del torrente.
Con ruote di auto e porcherie varie,soffocato nel giorno appena nato.
C’è l’infetto nella mente di certe persone che non hanno rispetto per niente ,per nulla e per la vita gente che è tarata da privilegiare l’inganno il diabolico,la rovina delle buone maniere,delle regole del rispetto. Ultimamente qualche anima buona, ha smosso questa inerzia dell’ indifferenza, dove il cuore delle persone ha fatto finalmente l’unione più grande, per un paese che ha bisogno un pò di pace per riviverla per la vita .
di Claudio Castriotta

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