“Democrazia 3.0, dal web ogni giorno minacce ed insulti agli amministratori”

“Ma quali dimissioni…prendetela, portatela in piazza e appendetela per il collo”. Frasi come queste rivolte da un cittadino a Paola Romano, Assessore del Comune di Bari (alla quale va tutta la mia solidarietà umana e politica), purtroppo, sono diventate ordinaria follia sul web e sui social, dove la violenza verbale (soprattutto nei confronti di politici ed amministratori locali) ha superato qualsiasi limite di civile tolleranza. L’aulico e nobile concetto di democrazia è “geneticamente modificato” ed utilizzato a convenienza per una pseudo ed inutile “compulsiva giustizia personale da tastiera”.

La lingua ferisce più della spada. Forse non ci facciamo più caso, forse la riteniamo ormai una “normale pratica”, ma questo non può essere più uno “sport quotidiano a cuor leggero” perché, come accaduto ahimè qualche settimana fa a Manfredonia all’Assessore Giuseppe La Torre, può mettere a repentaglio, oltre alla serenità umana e personale, anche l’incolumità fisica di noi diretti interessati e dei nostri familiari.

La contestazione e l’opposizione si fanno nelle sedi e nelle modalità più opportune garantite dalla democrazia della Costituzione italiana, ma soprattutto con proposte ed idee. Noi Amministratori siamo uomini soli, inermi soldati al fronte sotto attacco, ma non siamo più disposti ad essere vittime sacrificali di un sistema perverso. Non mi sono mai sottratto al confronto ed all’ascolto, auspicando che la stessa disponibilità, correttezza e rispetto da parte dei seriali leoni da tastiera illuminati dalla democrazia 3.0

Angelo Riccardi




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