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Libertà Di Parola
Postato di Hank, il 6 lug 2008 alle 18:19
stai tranquillo che se nn fai nulla, nessun giudice ordinerà di mettere il tuo telefono sotto controllo.
In Italia 125 mila sono i decreti emessi in un anno dalla magistratura. Di questi 125 mila il 70% sono proroghe, perche’ un decreto di intercettazione dura 15 giorni. Quindi, in realtà, i numeri delle intercettazioni sono 40 mila. Poi ci sono utenze per casa, ufficio, uno o piu’ cellulari; se si fa un conto gli intercettati non sono piu’ di 20-25 mila.
Stai tranquillo che su 60 milioni d'Italiani, con una criminalità in continua crescita, hai ottime possibilità di non essere mai intercettato... se poi te la vai a cercare come il buon Silvio allora...
Cmq sta per nascere un nuovo caso.
Protagonisti Mara Carfagna, Silvio Berlusconi. Titolo: Un pompino per un ministero.
Hank

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Libertà Di Parola
Postato di pippobaudo, il 6 lug 2008 alle 18:21
non c'entra perchè il mio discorso era stato posto su un altro piano...apparte che la libertà di informazione deve essere riconosciuta a tutti i cittadini non solo ai giornalisti è sbagliato confondere questa nell'azione dei giornalisti perchè a sto punto tu ad esempio non potresti avere un blog (almeno che tu non sia un giornalista)
il giornalista è una figura professionale ben precisa ....fra l'altro il sensazionalismo (guarda un pò hai fatto l'esempio della rom) è molto diffuso perchè in italia la stampa (ma anche la televisione) è poco libera, molto legata ai partiti politici, chissà di quale schieramento politico sono quei giornali che hanno montato ad arte il caso da te descritto...
ovviamente anche dall'altro lato si fa lo stesso.... ma ciò è una conseguenza della poca libertà che danno gli editori non della troppa libertà che hanno i giornalisti...Montanelli si dimise dal giornale perchè l'editore (berlusconi) voleva limitare la sua libertà di espressione intimandolo a raccontare i fatti sotto una precisa visione politica...
pippobaudo

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Postato di Naciketas, il 6 lug 2008 alle 18:40
Hank: Io sono un anarchico. La polizia legge regolarmente il mio blog, e la Digos pure. Frequentavo un laboratorio politico i cui membri erano tutti schedati e, prima ancora, un altro che veniva spiato con telecamerine nascoste. In un recente articolo pubblicato sull' "Attacco" i membri di questo laboratorio politico sono stati pubblicamente additati, con tanto di nome e cognome, come fiancheggiatori delle nuove BR. La probabilità che le conversazioni delle persone che girano intorno a quel laboratorio politico siano state intercettate è altissima.

pippobaudo: Abbi pazienza, ma se, come dici tu, in Italia l'informazione è legata alla politica (e come darti torto?), non si può dire che l'informazione sia in pericolo perché si vieta di pubblicare le intercettazioni. Se i giornalisti sono legati ai politici, allora le intercettazioni saranno pubblicate solo quando si tratta di povera gente, priva di influenza; oppure quando si tratta di gente potente, nemica del padrone del giornale. Né nel primo né nel secondo caso mi sembra che la pubblicazione di intercettazioni giovi all'informazione o alla democrazia.
Naciketas

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Libertà Di Parola
Postato di Hank, il 6 lug 2008 alle 18:40
su 25000 intercettati, con una popolazione di 60000000 di abitanti si può dire che solo lo 0.04% dei cittadini viene intercettato e se metti che per esempio in Inghilterra anche il loro 118 può intercettare le chiamate (che non vengono conteggiate tra quelle ufficiali), puoi ritanerti fortunato (almeno sotto il punto di vista della privacy al telefono) di vivere in Italia.
Hank

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Postato di pippobaudo, il 6 lug 2008 alle 18:58
l'informazione infatti è già in pericolo... la pubblicazione di intercettazioni giova alla democrazia in quanto vengono descritti dei fatti, delle conversazioni realmente avvenute, non importa se a pubblicarle è "il giornale" o "l'unità"
fare una legge che vieti di raccontare i fatti che non sono più coperti da segreto non giova invece alla democrazia, anche perchè non tutta la stampa è politicizzata nè lo sono tutti i giornalisti. e fra l'altro la legge ne vieterebbe le pubblicazioni anche su internet che per ora è libera da questi vincoli....
A questo punto allora visto che la stampa in italia non funziona che facciamo aboliamo la libertà di stampa? tanto non funziona, almeno avremo un diritto civile in meno
pippobaudo

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Postato di Naciketas, il 6 lug 2008 alle 19:51
Mi pare che ci sia al fondo una visione mistica della magistratura. Tutto va a rotoli, ma la magistratura si salva: i magistrati sono gli unici puliti e buoni in un mondo brutto sporco e cattivo. Un magistrato può alzarsi al mattino e dire che Naciketas dev'essere intercettato. Poi chiama il giornalista e gli passa l'intercettazione, e Naciketas - il privato di Naciketas - finisce sui giornali, in pasto all'opinione pubblica.
Dici che ciò giova alla democrazia? Bisogna intenderci su ciò che si intende per democrazia. Diceva Bobbio che la mancanza di trasparenza, l'impossibilità di sapere, è una delle "promesse non mantenute" della democrazia. Da questo punto di vista, bisognerebbe darti ragioe. Più la gente sa dei politici, anche della loro vita privata, più c'è democrazia. Ma c'è un altro aspetto importante di ogni democrazia: quello delle garanzie giuriche, del rispetto della libertà personale e della privacy. Vi sono qui, a quanto pare, due esigenze democratiche in conflitto. Si tratta di fare una scelta, in base al proprio sistema di valori. Io ho il mio. Ripeto: sono anarchico. Questo vuol dire che riconosco una importanza fondamentale alla libertà personale, e che considero lo Stato un sistema parassitario - nella sua interezza: politici, giudici, insegnanti eccetera. Non penso che lo stato abbia il suo cancro nei politici e la sua cura nei magistrati. Penso che tanto i politici quanto i magistrati, tanto Berlusconi quanto le presunte "toghe rosse" (ossimoro: un magistrato non sarà mai di sinistra, perché applica le leggi fatte dalla borghesia) siano il cancro della società: ed auspico che si distruggano a vicenda.
C'è anche un altro aspetto da considerare. La mancata pubblicazione delle intercettazioni non ostacola in alcun modo il procedimento giudiziario. Se Berlusconi ha rubato le caramelle, il gip indaga, lo rinvia a giudizio e, se ci sono prove, lo condanna. Se non ha alcuna prova, non lo rinvia a giudizio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni non aiuta in alcun modo il colpevole - che avrà ciò che gli spetta: una condanna in un tribunale - ma salva l'innocente. Ed evita una deriva pericolosissima: che i processi si facciano non in tribunale, ma sui giornali, nelle piazze, nei bar. E' già difficile andare avanti con ua cerchia ristretta di magistrari; dev'essere dura davvero con sessanta milioni di giudici.
Naciketas

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Postato di tonio, il 6 lug 2008 alle 20:36
Giusto Naci..... i processi in Tribunale sono gli unici processi che devono esistere..... i processi dell'opinione pubblica invece non devono essere permessi..... invece in Italia il processo in Tribunale è diventato quasi un OPTIONAL, tanto dopo che ti ha processato l'opinione pubblica, sulla base dell'articolo di giornale, affrontare un processo in tribunale è una passeggiata.....
tonio

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Postato di pippobaudo, il 6 lug 2008 alle 20:41
Non ho affatto una visione mistica della magistratura questo lo stai dicendo tu non io....
L'attività della magistratura è legittimata dalla costituzione, il magistrato applica semplicemente la legge (ora potrai dirmi che non credi nelle leggi, in realtà lo hai già detto)
Un giudice non può di punto in bianco ordinare di intercettare Tizio, si devono seguire delle regole dettate dal codice di procedura penale, il giudice non può fare quello che vuole perchè ne risponderebbe davanti al csm ed ha l'obbligo di ordinare la distruzione del materiale che non ha rilevanza penale (sicomme però non è che il giudice distrugge di persona le bobine o i cd con le conversazioni ci possono sempre essere delle "fughe" di notizie)
il diritto alla riservatezza, ampiante tutelato dalla costituzione, dalla legge sulla privacy e da un apposito garante, cede di fronte alle altre libertà personali cui dici mettere al primo posto (poichè le libertà personali sono diverse anche esse hanno necessariamente una loro gerarchia, il diritto alla vita o alla salute non può essere messo sullo stesso piano del diritto alla riservatezza)
Il cancro dello stato non sono i politici o i giudici ma è il non rispetto delle leggi dello stato stesso... ora mi dirai che ci sono categorie (ed organi dello stato stesso) che sono più tutelate dalla legge (nel senso che sono più impunite di altre ) ed altre meno e su questo sono d'accordo...

Per quanto riguarda l'esempio di berlusconi.... Berlusconi è un politico, chi fa politica è un personaggio pubblico poichè sottoposto al controllo dei cittadini elettori, chi ci tiene particolarmente alla sua privacy non può fare il politico, fare il politico significa a mio parere che i cittadini debbano sapere persino quante volte vai al bagno (se la cosa può risultare in qualche modo rilevante) figurati se il cittadino non debba sapere che il signor X è indagato o rinviato a giudizio per qualche reato, negli altri paese i politici rinviati a giudizio si dimettono, in America Clinton rischiò il posto alla casa bianca perchè aveva mentito su dei Rapporti orali (pompini, per i più fini)... i 60 milioni che dici tu non sono giudici ma semplici elettori...
pippobaudo

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Postato di pippobaudo, il 6 lug 2008 alle 20:48
Eliminare l'opinione pubblica significa instaurare un regime....si deve invece cercare e correggere quali solo le cause che possono provocare delle patologie nell'opinione pubblica (come ho già detto molte cause sono nell'eccessiva dipendenza dei mezzi di informazione dalla politica)
pippobaudo

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Postato di Naciketas, il 6 lug 2008 alle 21:00
tonio, al terzo "giusto Naci" do senz'altro ragione a pippobaudo.
pippobaudo: ti rispondo domani, al momento sono sotto l'effetto di sostanze altamente tossiche - birra, nostalgia, amore e odio in parti uguali.
Naciketas

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