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  Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di loSfreggio, il 9 giu 2008 alle 14:48
hai ragione alla fine il web e´la terra di nessuno...l´unico posto ancora libero!
loSfreggio

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di Naciketas, il 9 giu 2008 alle 15:20
lo Sfreggio (sic) dice: "Non hai subito direttamente sulla tua pelle ok mi auguro che nn ti venga mai un romeno ubriaco a sbattere contro o qualcuno che vuole ben di piü del tuo portafoglio..."

Io non ho mai avuto problemi con Rom o extracomunitari. Quelli che mi sono venuti a sbattere contro erano italiani. Ricordo un pomeriggio: dei tizi stavano per mettermi sotto sulle strisce pedonali. "Cazzo fai?", dissi a quello che guidava. Scesero in quattro. Quattro contro uno. Alla fine furono costretti a lasciarmi stare perché era intervenuta la gente: ma mi seguirono con la macchina, cercando un posto buio dove finire di massacrarmi.
Sei anni fa ero con la mia ex, la stavo riportando a casa, a Foggia. Dei tizi ubriachi passarono con la macchina, rallentarono e ci lanciarono addosso delle grosse pietre. Ci sfiorarono. Se ci avessero preso, oggi al mondo ci sarebbero un professore e una giudice in meno.
Uno deve giudicare in base alla propria esperienza. Bene: questa è la mia esperienza.
Naciketas

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di Voyaker, il 9 giu 2008 alle 15:22
forse la tua ex era coinvolta nel caso Scalia, te lo sei mai chiesto?
o forse hai messo qualche brutto voto a qualche studente... non ci hai mai pensato?
Voyaker

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di Naciketas, il 9 giu 2008 alle 15:29
Essì, l'ho sempre detto che il mio è un lavoro a rischio.
Scherzi a parte, a Foggia comportamenti del genere sono più o meno normali. In villa per un po' di tempo ci si divertiva a lanciare pietre sulle macchine che passavano di sotto. Un sabato sera per noia dei bravi figli di papà diedero fuoco a un disabile. Cose così.
Naciketas

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Postato di tonio, il 9 giu 2008 alle 23:06
Professore ti ho già invitato a Roma.... perchè non mi rispondi ??? perchè non vieni a vedere qua cosa c'e ?? sicuramente ci sono connazionali pezzi di merda..... ma ti assicuro che la percentuale è molto più bassa rispetto agli ospiti..... cosa faresti se io venissi a casa tua a prenderti a calci nel sedere ?? credo che come minimo mi sbatteresti fuori a ceffoni..... a meno che, in nome della fratellanza, non mi porgi "l'altra chiappa".....!!!
basta con l'utopia..... guardiamo in faccia la realtà......
p.s.: non sono razzista...... ho un sacco di amici ti tutte le razze, lingue e religioni..... per me il bastardo non ha colore...... deve essere punito punto e basta..... e severamente.......
tonio

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di loSfreggio, il 10 giu 2008 alle 00:40
Naciketas i balordi se ne buttano per le strade specialmente in Italia e al sud...ma come dice Tonio la percentuale e´piü alta di stranieri... e questo non sono razisti a dirlo!
premetto nn mi reputo un razista anzi ho sempre odiato il pregiudizio e la distinzione in base all´etnia
loSfreggio

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di Naciketas, il 10 giu 2008 alle 08:29
tonio: Guarda che non stai parlando con uno con l'anello al naso, che non ha mai messo piede fuori dalla casetta. A Roma vengo almeno una volta ogni due tre mesi, conosco la realtà dei campi Rom così come conosco la realtà dei baraccati romani, che non è poi tanto lontana da quella che raccontava Pasolini in "Ragazzi di vita" o "Una vita violenta". Ma, vedi, è come se qualcuno, volendo dimostrare che i foggiani sono una brutta razza, mi dicesse: vieni a Candelaro. A Candelaro succedono cose spiacevoli. Ad esempio gli autobus vengono distrutti. A scuola gli insegnanti vengono regolarmente minacciati. Una volta una collega delle medie subì un tentativo di violenza sessuale. In aula. Ma Foggia non è solo questo; e soprattutto: a che serve il disprezzo? Vuoi disprezzare quelli di Candelaro? Libero di farlo. Ma questo ha l'effetto di peggiorare ulteriormente la situazione. Non è col disprezzo che si affrontano i problemi sociali, ma con la comprensione.
La comprensione - che non è una questione etica o religiosa, ma scientifica: vuol dire affrontare i problemi indagandone le cause - ti mostra che non esiste alcuna propensione razziale o etnica al compimento di crimini, ma che la causa è sempre e solo economica. Dove c'è povertà, dove c'è miseria, lì è più facile che ci si dia al crimine. Questo accade con gli italiani, con gli extracomunitari e con i Rom. Non si sono differenze.
In condizioni diverse, quali ad esempio si verificano in Piemonte ed in Veneto, i Rom e i Sinti hanno mostrato di sapersi integrare perfettamente, di saper lavorare e guadagnare onestamente. Ma a quale attività può dedicarsi una comunità che è stata costretta a fuggire dalla Romania senza portare nulla con sé, in stato di miseria assoluta, e che è arrivata in un paese come l'Italia in cui non esiste alcun programma di accoglienza, ed al contrario vi sono pregiudizi e disprezzo? Vedi, se uno non ha il diritto di vivere da nessuna parte, lo si dica chiaramente. Rimandiamo i Rom nei campi di sterminio, e amen. Perché cacciare sistematicamente i Rom da tutti i posti in cui si accampano, vuol dire questo: rendere la loro vita impossibile.
Un'altra cosa. Continui a parlare di ospiti. E io continuo a farti notare che l'80% dei Rom sono italiani. Cittadini italiani. Venerdì scorso hanno sgomberato il campo rom al Testaccio. C'erano 120 persone, tutti cittadini italiani. Ognuno di loro, in quanto cittadino italiano, ha diritto a tutto ciò che è scritto nella Costituzione. Tra cui il lavoro e la casa.

loSfreggio: Certo, nessuno si reputa razzista. Non tu, non tonio. Ci mancherebbe. Però ragionate su base etnica. Chiunque ragioni non per individui, ma per etnie, a mio avviso è razzista. Perché le persone sono diverse l'una dall'altra.
Mi piacerebbe che si discutesse di queste cose partendo proprio dalle statistiche. Emergerebbero cose interessanti. Ad esempio che la maggior parte degli omicidi avvengono in famiglia. Quanto agli altri reati, il discorso sarebbe lungo. Chi decide cosa è reato? Il Parlamento. Ma da chi è fatto il Parlamento? Chi rappresenta? Tutti? Balle. Il Parlamento è fatto dai ricchi italiani e rappresenta i ricchi italiani. Per questo in Italia finisci in galera se sfili dieci euro dal portafoglio di qualcuno, e non se rubi a migliaia e migliaia di persone i loro risparmi falsificando i bilanci.
Naciketas

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di Sparatrap, il 10 giu 2008 alle 13:36
Per rispondere brevemente al quesito di The Queen: personalmente ritengo che un individuo debba, per il suo bene e per il bene della comunità di cui fa parte, informarsi su ciò che gli accade attorno e, possibilmente, esprimersi e interagire con i suoi simili comunicando il proprio pensiero. Coltivare la propria coscenza civica prendendo parte a discussioni di questo tipo o di politica in generale è un atteggiamento intelligente perchè, ripeto, porta dei benefici a se e alla comunità. Se invece l'unico fertilizzante che si concede al proprio cervello è una trasmissione di Maria de Filippi... beh, vedi tu... non mi sento di dover aggiungere altro se non farti un paio di domande: quante donne/ragazze conosci che guardano una trasmissione di approfondimento politico? E quante sono quelle che guardano chessò... uomini e donne? Puoi anche non rispondermi, potrei tirare ad indovinare.
Sparatrap

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Hitler lo ha deportato in un campo di concentramento, il prefetto di Milano lo fa schedare
Postato di AndyCapp, il 10 giu 2008 alle 14:11
Il triangolo nero
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne


La storia recente di questo paese e’ un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre piu’ ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.
Una donna e’ stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida e’ sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena e’ la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L’odioso crimine scuote l’Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena e’ stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignita’? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che e’ italiana, e che l’assassino non e’ un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all’uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanita’. Delle loro condizioni, nulla e’ piu’ dato sapere.
Su queste vicende si scatena un’allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell’ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.
E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla piu’ forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalita’ (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli piu’ bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima e’ una donna; piu’ di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro e’ sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide piu’ della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.
Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non e’ un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilita’ sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parita’ femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia e’ 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania e’ al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?
Succede che e’ piu’ facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che e’ piu’ facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che e’ piu’ facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno e’ vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, meta’ delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che e’ sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver “delocalizzato” e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarita’. Non si chiedono cosa avverra’ domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che e’ dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre gia’ echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di liberta’, dignita’ e civilta’; che rende indistinguibili responsabilita’ individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.
E non sembra che l’ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non e’ una forma di “concorso morale”.
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo e’ illegale.

Questo è il link della notizia: http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
Sarebbe una petizione on-line, l'invito è a leggere e informarsi!

Questo è un altro link, da cui ho preso questo articolo: http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1608
Per chi ha bisogno di dati, eccoli.
Ora bisogna capire se il ministero dice cazzate o sono i politci che vi insabbiano il poco cervello che fate lavorare!
Non esiste nessuna crisi criminale o almeno nessun aumento di omicidi, rapine e cose varie!
AndyCapp

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Postato di tonio, il 10 giu 2008 alle 16:54
Professore allora la prox volta che vieni a roma fammi uno squillo che proviamo subito un esperimento....
e cmq io faccio riferimento a dati tangibili e che potrei provare (se non fosse per il segreto d'ufficio...)
.... e poi.... i rom... poveri ?!??! ma che stai dicendo ??? loro vivono da poveri (nelle baracche) ma sono pieni di soldi (e terreni....)
professore, se le cose non le sai, puoi chiedermele.... io non ti dico ca...te, io ti porto prove.... fatti.... documenti.... tu cosa mi porti ???
probabilmente esisterà qualche rom (zingari macedoni e della ex jugoslavia) che lavora onestamente.... ma io non ne conosco nemmeno uno, per cui se mi fornisci nome e cognome posso verificarlo subito.....
per quanto riguarda i rumeni, beh loro sono la replica degli albanesi, con danno amplificato dal fatto che molti di loro hanno trovato nicchie di lavoro già riempite dai molti extracom che sono giunti negli anni precedenti, per cui per non morire di fame, si sono dovuti dedicare alle attività illecite..... cioè come per dire, se non c'è lavoro, io devo comunque mangiare..... e la colpa di chi sarebbe ? della mancanza di lavoro ? dello Stato Italiano ? dei sindacati ? di chi.....!! di chi....!!
p.s.: prof, non ho mai pensato che porti l'anello al naso....
tonio

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