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19 aprile 2008

IL VANGELO DELLA DOMENICA

Deciditi a partire: la tua vita non è un parcheggio! [Gv 14,1-12]


V domenica di Pasqua

 

 

            In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via». 
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. 
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.

 

 

La nostra vita  è piena di strade. Le imbocchiamo continuamente, senza pensarci…a volte in modo inconsapevole, altre volte decisi, sicuri della meta e soprattutto del percorso. Poi ci sono strade e strade: ci sono a scorrimento veloce, ci sono provinciali, strette, a più corsie. Tutte portano inesorabilmente ad un luogo preciso; tutte, se potessero parlare, ci direbbero dei passanti, dei tanti viaggiatori intenti e sovente affannati a macinare chilometri senza pausa; ci direbbero di vite salvate da medici solleciti, di incontri importanti e di tenerezze scambiate, ma anche di vite sfruttate, di amore venduto e pagato caro, di diciottenni schiantati per errore altrui, e non solo, di domenica mattina (perché per noi cristiani è già domenica, il Giorno della vita donata!).

            Incamminarsi per raggiungere un luogo non è poi tanto complicato: è difficile capire la meta da raggiungere, e soprattutto decidersi a camminare, percorrere una strada che man mano cambia, perché la vita è fatta così, non è costretta dalla monotonia e dalla noia…la nostra vita è in discesa quando ci capiamo al volo con chi ci sta attorno, quando ci gira il periodo e ci sentiamo invincibili, quando ci sentiamo bene, felici, sereni, con una persona accanto che ci ama, magari con genitori che più o meno ci accontentano…un attimo dopo, però, capita qualcosa di inaspettato e ci sentiamo crollare il mondo addosso, ci accasciamo a bordo strada perché non siamo sicuri di farcela, tiriamo finché possiamo e poi magari ci lasciamo andare adattandoci alla realtà, alla mediocrità, molliamo: sentiamo sulle gambe il peso della salita!

            “Non sia turbato il vostro cuore!” ci dice Gesù, “non sia appesantito, non abbiate paura: Io, il Signore sono la Via”. Cosa significa accettare Gesù come Via, come Verità, come Vita? Com’è percorrere la sua strada, imboccare il sentiero sconosciuto del suo annuncio?

            Prima di tutto devo VOLERMI INCAMMINARE; ci sono tanti che programmano viaggi ed avventure, ma poi si rivelano troppo codardi per percorrerle, perché la paura ci costringe dentro il nostro giardino, e non riusciamo a guardare oltre noi stessi e la nostra persona, e le nostre idee di Dio e del prossimo: la fede è soprattutto USCIRE da sé, andare oltre, superare.

            Poi ci si ritrova ad un bivio, a volte con sofferenza e confusione: la nostra strada non è un ammasso di sassi e ghiaia, non è asfalto incandescente, non è illuminata dal successo che ci ubriaca e poi ci lascia mezzi morti, non ci anestetizza la paura e l’indecisione con la mediocrità e l’accomodamento, la nostra strada ha un nome proprio, è una persona, è GESU’ CRISTO, il Risorto, non un’idea, non un ideale più o meno entusiasmante. Però occorre giocarsi, spendersi tutto in questa strada; con Gesù bisogna avere coraggio, non aver paura di donare tutto di noi e restare più vuoti della partenza: Lui, il Signore, ci chiede tutto ma per donarci molto di più. Imboccare questa strada è conoscere Lui, fare esperienza di Lui, della sua vita, del suo Vangelo, imparando a specchiare la nostra vita concreta, il nostro studio, i nostri casini, i nostri fallimenti nella sua vita di Risorto.

            La VERITA’ sarà di conseguenza, nonostante la menzogna di noi, dei nostri sentimenti e dei venditori ambulanti di felicità a poco prezzo sia sempre a bordo strada: “Chi ha visto me, dice Gesù, ha visto il Padre”, e questo è il fine della nostra VITA. Il fine, non semplicemente la fine, perché la vita con Lui sarà per sempre, e sarà vita piena.

            Poi sarà Lui a renderci strada percorribile, oasi abitabile dai tanti stanchi e poveri della terra, dimora disponibile per accogliere, curare e amare come ama Lui.

            Incamminiamoci…con Gesù il viaggio è già la fine del viaggio; siamo con Lui quando siamo per via, perché Lui è la via!           

 

 

 


di Emanuele Spagnolo

 




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