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15 marzo 2008

IL VANGELO DELLA DOMENICA DELLE PALME

Gesù il primo difensore degli Atei

 

 


 

DOMENICA 16 MARZO 2008

Domenica delle Palme / A

Dalla Passione  secondo Matteo ( 26,27-66 )

 

[…] In quel tempo, mentre Gesù era in croce, a mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre Gesù, a gran voce, gridò: “ Eli, Eli lemà sabactànì”, che significa : “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Udendo questo alcuni dei presenti dicevano: “ Ecco, costui chiama Elia”. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli diede da bere. Gli altri dicevano: “Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!”. Ma Gesù grido di nuovo con grande e voce. Poi emise lo Spirito […].

 

 

GESU’ ,  IL  PRIMO  DIFENSORE  DEGLI  ATEI

 

Se qualcuno di voi in questa Domenica capiterà a  Messa ascolterà il lungo, toccante, forse anche pesante, Vangelo della passione. Apparentemente è una lunga cronaca di ciò che è accaduto a Gesù, tipo il famoso film di Mel Gibson. Ma in realtà questo lungo brano nasconde qualcosa di più, è un concentrato di amore all’uomo, una lunga lettera di amore, di senso pieno della vita, scritta con gesti concreti da Dio.

 

 

Nel mettermi davanti al mio PC  ho dovuto scegliere quale pezzo porre alla vostra attenzione. Ho scelto questo, era quello che più mi faceva vibrare il cuore e, non vi nascondo, piangere. Cristo ha già subito l’ingiusto e torturante processo, è stato picchiato, percosso, ha salito la strada sino al monte tra il peso della croce e le bastonate. Tutto questo perché? Perché il suo stile di amore all’uomo era rivoluzionario e dava più risposte di quante ne davano i potenti del mondo. Era un personaggio scomodo. Ora è in croce, già straziato e morente…e cosa fà ? Lancia un grido: “ Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” . Sembra un misto tra dolore e ateismo. Ma un momento, qualcosa di strano è successo. Gesù è il Figlio di Dio, è Dio stesso, come può ora divenire ateo o arrabbiato con Dio, con se stesso? Sembra un vero e proprio inganno, sembrano esser cadute le maschere, l’inganno è smascherato. Cosi direbbe qualcuno tipo qualche filosofo, tipo Nietzsche, gridando alla morte di Dio. Ma qui in realtà Gesù si presenta più vivo che mai, si presenta più uomo che mai, e più Dio che mai. Gesù è venuto sulla terra….Dio fatto carne…per me, per te, per condividere e dar senso ad ogni frammento del nostro vivere. Ogni frammento compreso quelli bui, quelli in cui vorresti mandare tutto e tutti a quel paese, quando ti senti oppresso e non capito dalle mille cose che fai e dalle mille relazioni che vivi. Mille cose e persone…eppure con un grande vuoto dentro. Allora ti viene da gridare e chiedere dove è finito Lui. Eccolo, Lui è li inchiodato da 2000 anni, a dirti che non si è risparmiato di vivere come noi anche questo momento di rabbia e vuota fede.

 

Ci è accanto sino in fondo per dirci come vivere, come affrontare questi momenti di dolore e vuoto. “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, non è un semplice grido di ateismo, ma è preghiera, sofferta, forte…ma pur sempre preghiera…quindi rapporto di amore. Non sono parole solo di rabbia, ma solo parole della Bibbia. Sono le parole che aprono il Salmo 21. Già, i salmi per gli ebrei, come per noi, sono testi di preghiera, i più usati e quotati. Sono magnifiche composizioni poetiche che esprimono tutti i più interni sentimenti di gioia e dolore della vita umana, gli alzano a Dio e diviene dialogo di amore, per trovare forza e senso. Gesù quindi nel dolore prega, si rivolge al Padre con la rabbia, spiegando il suo non senso, ma chiedendo aiuto. Gesù anche li ci ama, sino in fondo,  e si fa Maestro di come vivere i nostri bui momenti. Unica sorgente di una pace vera è la preghiera, l’incontro con Dio e con la Sacra Scrittura, incontro che apre a scoprirsi dentro e cercare il senso vero della vita, quello che nessuno può darti se non chi la vita l’ha creata. Quel senso pieno e vero che ti fa libero dentro, il cuore, libero anche di sopportare le difficoltà e ti permette di non prostituirti a nulla per avere surrogati di apparente felicità.

 

 

Chiudo con una frase sentita ieri da un grande professore di Filosofia in un dibattito durante una conferenza : “ non conta che nella vita possa scontrarti con mille situazioni dolorose e senza senso…ciò che conta e che tu conservi nell’intimo del tuo cuore il desiderio di cercare sempre il senso vero della vita”.  

 

 

 


di Massimiliano Arena

 




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