Riflessioni a cura di alcune studentesse dell’ I. S. I. S. S. “Aldo Moro”
Numerose iniziative in Italia e a Manfredonia…ma è davvero questo il senso della giornata dell’otto Marzo?
L’otto Marzo si celebra come consuetudine la famigerata “festa della donna”, che coinvolge donne di ogni età, a partire da ragazzine quattordicenni per arrivare a signore più mature.
Ma qual è il vero senso di questa ricorrenza?
Noi alunne del Liceo Classico “Aldo Moro” ci siamo a lungo interrogate, durante le ore di storia e filosofia,a seguito di alcune iniziative promosse sul nostro territorio e, particolarmente, a Manfredonia ed abbiamo, a questo proposito, stilato un manifesto che ci auguriamo susciti curiosità, interesse o perlomeno spunti di riflessione:
1. Anzitutto vogliamo soffermarci sulle sue origini.Esse risalgono al lontano 1908, quando a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro il terribile stato in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne,per difendere la loro dignità e superare una visione che le vedeva inferiori rispetto agli uomini, proprio in ricordo della tragedia.
MA SONO DAVVERO TUTTI A CONOSCENZA DI TALE ACCADIMENTO?
2. A distanza di anni, è veramente cambiata questa loro condizione?O esistono ancora in alcune zone del mondo, forme di sfruttamento, violenza e sottomissione?? Basti pensare semplicemente all’ideologia di donna nei cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” dove ella è preda di un profondo oscurantismo maschile,considerata soltanto il simbolo della “procreazione”, privata di ogni diritto primario e decentralizzata totalmente dalla gerarchia sociale. In Afghanistan, per esempio, le donne sono prigioniere del burqua, una veste nera che le copre completamente, e vittime di un’oppressione perpetrata in nome di una fede che le costringe a rinunciare ad ogni forma di libertà,come all’istruzione,alle principali cure sanitarie e al diritto di scegliere un proprio stile di vita. LORO NON FESTEGGERANNO LA FESTA DELLA DONNA.
3. D’altronde, anche nel nostro Occidente, ritenuto evoluto e “civilizzato”, l’emancipazione femminile non è avvenuta completamente. Non sono infatti leggende metropolitane quelle inerenti il mercato sessuale e fenomeni come la cosiddetta “tratta delle bianche”,che coinvolge migliaia di ragazze (talvolta minorenni) costrette a prostituirsi nei night club di Paesi come la Bosnia Erzegovina o ancora il Perù, il Giappone, la Tailandia. Realtà scomode ma esistenti purtroppo anche in scenari come quello della nostro Paese(L’Italia è infatti al primo posto se si considerano le ' vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale ' che sono 115 ogni 100 mila abitanti maschi con più di 15 anni, seguita da Olanda e Austria) ed in particolare quello della Capitanata, dove da qualche anno sono stati stanziati centri di ascolto e di recupero per far fronte al problema.
NEANCHE LORO FESTEGGERANNO LA FESTA DELLA DONNA.
4. Manfredonia come si comporta al riguardo?Le donne sipontine non si sentono forse un po’ deluse ed offese dal comportamento estremamente consumistico assunto dai locali vari che ben pensano di festeggiarle con spogliarelli e serate di “trasgressione”? Ben vengano fiori e cioccolatini simbolo,ma non si starà per caso esagerando? Non è nostro intento quello di scadere nella banalità ma neppure rimanere totalmente indifferenti dinanzi a enormi cartelloni pubblicitari di pub e discoteche,che promuovono il ballo e lo sballo assicurati con personaggi definiti “vip”a volte del tutto sconosciuti. Ciò è frutto di una vera e propria “mercificazione” che ci perviene quotidianamente dalle riviste,dalle tv,dalla moda e dal resto dei media, che trasmettono un simbolo di “donna in carriera”, “dona manager”, “donna come strumento di seduzione”, “donna solo e soltanto come corpo”, perfettamente conforme alle iniziative promosse.
5. Progetti controtendenza sono possibili?A quanto pare sì. Da alcune ricerche effettuate,in svariate regioni italiane, alcuni Comuni offriranno l’opportunità a tutte le donne di visitare musei,mostre e teatri gratuitamente, dando un taglio “culturale” alla giornata. Altre città,come Milano,Bologna,Torino, preferiranno invece sottolineare le sfumature politiche dell’essere donne,mediante seminari e dibattiti che riguarderanno temi d’attualità come “la violenza domestica”, “l’aborto”e “l’occupazione femminile” in collaborazioni umanitarie come Amnesty International.
Non abbiamo la presunzione di voler insegnare nulla a nessuno,né di giudicare chi sceglie di trascorrere la serata dell’otto Marzo nella maniera ormai divenuta “tradizionale”. Desideriamo solamente far sentire la nostra voce,il nostro grido…e chissà…aspettare forse che qualcuno ci ascolti.
Alcune studentesse della II B del Liceo Classico “Aldo Moro”
di
Margherita Placentino