Stupendo epilogo di un’esperienza che è la realizzazione di un sogno.
Non saranno saliti sul podio, ma hanno comunque conquistato un premio ambitissimo, il trofeo “Mia Martini” che viene assegnato dai giornalisti accreditati al Festival. E vi pare poco? Il trofeo è in pratica un’ipoteca sul successo del pezzo e, quindi, della band. Chissà quanti fra i giovani ma anche fra i big sognano di poterlo conquistare.
Ci sono riusciti i Frank Head con un crescendo di entusiasmo mostrato fin dalla prima esibizione e durante le tante interviste ed apparizioni dei giorni successivi. Quando sono arrivati sul palco ieri sera, sembrava di vedere uno gruppo ormai dei big, di quelli famosi, e questo grazie alla canzone briosa e frizzante dal motivetto facile, ma anche e soprattutto grazie alla simpatia e alla naturalezza con cui si sono presentati a Sanremo.
E questa è una dote da grandi professionisti, perché essere pronti a far battute con il presentatore fino a dieci secondi dall’esibizione finale del festival, vuol dire molto. I tre ragazzi hanno mostrato una naturale sfrontatezza, tipica dei giovanissimi, che spesso può tornare molto utile se si vuole calcare quei palcoscenici. E quella stessa simpatia è stata trasportata anche nel brano, tant’è vero che Claudio Cecchetto, presidente della Giuria di Qualità, avrebbe “gradito sentirli –parole testuali- per altri tre minuti”.
E qui mi rivolgo direttamente ad Alessandro,Domenico e Francesco : nell’augurarvi quindi di essere sempre così frizzanti sui mille palcoscenici che calcherete, vi diciamo grazie per aver emozionato, con questa partecipazione, un’intera comunità: era da tanto che non si vedeva gente lasciare la piazza per correre alla TV, o le pizzerie e i ristoranti tenere acceso fisso sul Festival con i clienti che chiedevano “Sono usciti?”, o tanta gente andare in giro per casa alla ricerca dei telefonini dei genitori per mandare sms col codice 22: sono emozioni queste che non capitano spesso nella vita!
Ancora grazie ai Frank Head e in bocca al lupo!
di
Matteo Perillo