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28 dicembre 2007

LA SITUAZIONE PRECARI NELLA SANITA'

A Manfredonia è davvero preoccupante, e altrettanta preoccupazione mostrano gli operatori ospedalieri che sono succubi di questa ormai insostenibile sensazione.

 Ma ci ha pensato Donato Troiano e alcuni consiglieri regionali a rassicurare tutti, annunciando che è stato raggiunto un accordo che prevede, entro il 2010, l’assunzione, a scaglioni, dei precari. Però quest’ultimi non sono del tutto convinti di questi proclami, perché sono anni che vengono illusi dall’idea di poter avere l’agognato posto fisso, ma puntualmente sono rimasti delusi. Molti precari dicono: “Finchè non vediamo qualcosa nero su bianco non siamo tranquilli. Carta canta!”. L’Attacco in merito alla vicenda precari nella sanità a Manfredonia, ha fatto un giro all’interno della struttura ospedaliera, e ha raccolto oltre a tanti pareri anche due storie simbolo della precarietà: un ausiliario e una infermiera, che per ovvie ragioni legate alle trattative di rinnovo contrattuali in corso, preferiscono rimanere nell’anonimato.

L’ausiliario

“Ho la pelle d’oca quando leggo la mia busta paga e vedo per la prima volta, all’età di 43anni, la mia prima tredicesima mensilità. Ma spero che questo non costituisca un punto d’arrivo ma di partenza”. A parlare a L’Attacco è un ausiliario dell’ASL, il quale dopo anni di precariato intravede all’orizzonte un barlume di speranza. “Io non mi illudo perché ho avuto tanta delusioni dalla vita lavorativa e posso essere orgoglioso di dire che sto per raggiungere l’obiettivo del posto fisso con le mie capacità e senza raccomandazioni- e sottolinea- E’ uno schifo l’usanza di legarsi politicamente a qualcuno per avere un posto di lavoro. Il lavoro è un diritto, e mio mi ritengo fortunato di essermi trovato al punto giusto nel momento giusto, nel senso che ho cominciato a lavorare qui nel 2004  grazie all’ufficio di collocamento con il contratto a scadenza di 4mesi. Poi pian piano i contratti hanno avuto sempre una durata maggiore- poi l’ausiliario racconta- io ero nuovo per l’ambiente ospedaliero perché nella mia vita ho sempre fatto altro e sempre con contratti a breve scadenza. Negli ultimi anni facevo la guardia giurata a Treviso, ma la mia famiglia era qui a Manfredonia, perché lì con un solo stipendio proprio non si riesce a vivere. Facevo tanti sacrifici e dormivo presso un ostello, poi la scelta di tornare qui. Quanto era brutto ed umiliante sedersi a tavola e non riuscire a guardare con serenità negli occhi i miei tra figli perché non c’era lavoro. Io non gli ho fatto mancare mai niente-e sottolinea- Ora non è che vivo nell’agio, però avendo una busta paga ho più  Ad esempio passerò un Natale più sereno con la mia famiglia perché almeno per una volta potremo goderci qualcosa di più. Certo finchè non avrò il contratto a tempo indeterminato avrò sempre il patema d’amino con l’avvicinarsi delle scadenze contrattuali, ma ciò che hanno dichiarato alla conferenza di martedì mi rassicura. Se avessi un contratto a tempo indeterminato comprerei subito casa, perché è un po’ piccola per ospitare cinque persone, ma per ora mi accontento, e spero di dare un futuro migliori ai miei figli”. Poi l’ausiliario attacca il mondo politico locale: “I nostri cari consiglieri regionali Riccardi e Ognissanti e l’on. Bordo non si sono proprio interessati alle nostre vicende, nonostante le segnalazioni. Chi ci ha salvato sono stati i consiglieri regionali Cosimo Borracino e Carlo De Sanctis, entrambi dei comunisti italiani, che, senza ritorni personali, hanno fatto si che l’ASL bloccasse l’ingresso delle cooperative al suo interno a discapito dei precari. E volete sapere perché si preferisce inserire queste cooperative? Semplice perché così è più facile inserire le persone raccomandate, visto che di bandi di concorso in giro non ce ne sono- e conclude-E’ una vergogna che l’ultimi precario assunto è stato un parente dell’ex assessore Guidoni, il quale un paio d’anni fa fu assunto in qualità di elettricista senza passare da nessun concorso. Il bando di concorso ci fu, ma fu ritirato la sera seguente alla pubblicazione e questo tizio era stato l’unico a presentare domanda”.

L’infermiera

“Non sono sposata e non posso costruirmi una famiglia perché non ho certezze per il futuro, non è possibile che sono qui da ormai tre anni e devo sempre sul filo del rasoio”. A parlare a L’Attacco è una delle infermiere precarie del nosocomio sipontino. E’ scorata quando si tocca il tasto del precariato. “A me piace tantissimo il mio lavoro è quello che sognavo di fare, ma la questione della precarietà spesso incide molto sul mio umore, e di conseguenza sul mio operato, soprattutto con l’avvicinarsi della scadenza de contratto annuale. Fin ora mi è andata bene perché mi è stato sempre rinnovato, ma io non ho la libertà di progettarmi un mio futuro e fare un acquisto importante- e continua- questo tipo di contratto ti spinge anche a non abbassare mai i livello di guardia, perché il minimo errore può costarti il posto di lavoro. Spero che l’assunzione entro il 2010 dei precari della sanità diventi realtà, anche perché con i miei colleghi ho stabilito un bel rapporto e mi dispiacerebbe proprio non far parte più di questa ‘grande famiglia’- e sottolinea- spero che queste assunzioni siano fatte con il criterio del concorso, così tutti, o almeno lo spero, potremo giocarcela alla pari. Non è proprio facile la vita da precario, soprattutto per chi ha un’età avanzata e non ha certezze ai fini pensionistici. Io sono giovane e spero che mi sia consentito di costruirmi un futuro solido e concreto- e conclude- comunque conosco anche precari(soprattutto LSU) a cui questo tipo di trattamento contrattuale fa comodo, perché consente loro di svolgere la doppia attività. E questa gente sarebbe disposta a rinunciare ad eventuale esenzione a tempo indeterminato pur di rimanere con due piedi in una scarpa. Roba da pazzi!”.

 

 

 

 


di Matteo Palumbo

 

fonte :L'attacco

 




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