In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento su tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirino. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della famiglia di Davide, della città di Nazaret e dalla Galilea sino alla Giudea, sino a Betlemme per farsi registrare insieme con Maria sua sposa. Ora mentre si trovavano in quel luogo vennerò per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio e lo depose in una mangiatoia perché non c’era posto in nessuna casa. C’erano in quella regione anche i pastori che vegliavano di notte a guardia del loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti e la gloria del Signore li avvolse in una grande luce. Essi furono presi da paura ma l’angelo disse loro: “ non temete, ecco, annunzio a voi una grande gioia, oggi, nella città di Davide, è nato il salvatore, Cristo Signore, questo per voi è il segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “ gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal signore”.
LUI E’ NATO….E TU?
BUON NATALE……….è il grido più bello che si sente in questi giorni nelle case, nelle strade, tra feste e panettoni…tappi che volavo e regali che vanno su e giù. È proprio una bella aria…oserei dire quasi magica…il natale ha sempre portato con se qualcosa di nascosto di misterioso che di apre ad essere più buono almeno per un giorno….e poi se nelle nostre casa qualcuno comincia a gridare il giorno di natale subito senti la voce della mamma in casa che dice “ almeno oggi no, è Natale”. Come se bastasse prendere coscienza del giorno per cambiare i nostri atteggiamenti…invece c’è qualcosa di più forte, di più bello e nascosto che dovremmo capire per cambiare per essere uomini veri e nuovi, per passare, come dicevo nella prima domenica di Avvento, dal prima di Cristo al dopo Cristo, dall’abitudine all’amore, alla rivoluzione all’amore. Più che buon Natale allora io vorrei gridare l’ultima frase do questo vangelo….” Gloria a Dio…e pace in terra agli uomini che egli ama”…agli uomini a cui è rivolto questo messaggio, questa notizia vera e storica che abbaimo appena sentito in questo brano.
Chi sono i destinatari di questo grido esplosivo di gioia? Forse il Governatore Quirino…o l’imperatore Cesare, che facevano i loro conti col censimento per proteggere i loro progetti, i loro calcoli? No non sono loro….ma i destinatari sono i poveri pastori, la categoria più disperata e in pericolo dell’epoca, quelli senza nessuna sicurezza di vita che uscivano al mattino col gregge e se nessun lupo li sbranava, nessun fulmine li colpiva, tornavano a casa…tutto per pochi spiccioli. Il grido di gioia e amore di Dio è per questi uomini che non fanno calcoli, ma vivono, amando, lavorando, donandosi il gusto dello stupore…che solo i poveri possono avere. Noi in che personaggio di questa pagina di presepe vogliamo ritrovarci? Che novità vogliamo attuare in noi dopo questa nascita. Lui ormai è nato oltre 2000 anni fa, questa pagina ne è fonte storica, ma noi siamo nati….ci siamo liberti di quel cordone ombelicale dei nostri calcoli di egoismo e convenienza. Solo se sappiamo essere poveri questa pagina sarà anche per noi…sarà pace nella nostra esistenza.
Dio è nato per me, per te…per le mie insicurezze e per le tue….per dare a me e a te una speranza…per dirci che possiamo ancora rinascere, che valiamo cosi tanto da nonj poter restare chiusi in ciò che i nostri fallimenti, o i giudizi degli altri, vogliono farci credere di essere. È Lui a dirci chi siamo se ci spogliamo del comodo feudo delle nostre convinzioni e ci apriamo all’amore da ricevere e donare senza riserve. È Lui a dirci chi siamo: “ uomini amati dal signore”. Solo se ci liberiamo della placenta dei nostri calcoli possiamo rinascere e non rimanere bloccati, perché per quanto belli prima o poi i nostri calcoli troveranno un inciampo. Liberi invece di amare Dio, lasciandoci amare da Lui e amando con forza di passione gli altri avremo sempre da lottare stupirci. Non poniamo troppe scuse….qui c’è di mezzo la nostra felicità e quella degli altri…c’è di mezzo la nostra salvezza, la nostra libertà e quella degli altri…quella per cui Dio ha deciso di sporcarsi e vestirsi da uomo, di sudare, soffrire, lavorare, amare ed essere amato come ogni uomo. Allora come Dio usciamo da noi stessi…nasciamo e facciamo nascere gli altri col nostro amore…non è utopia…ma una storia che cambia e fa cambiare le vite, il mondo dona sorrisi dove non ci sono, fa sorgere fiori nei cuori ormai ridotti a deserto. Allora buona nascita nostra più che Sua….
BUON NATALE A TE E A ME CHE OGGI POSSIAMO DECIDERE DI FAR PARTE DEL DOPO CRISTO…DEI RIVOLUZIONARI DELL’AMORE!!!!!!!!!!
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