La pena di morte ha largamente segnato la storia dell’ umanità sin dalle comunità preistoriche.
E’ con i Babilonesi che avremo le prime testimonianze scritte, in quanto si osservava il Codice di Hammurabi, primo codice scritto e quindi conquista dell’oggettività delle legge.
Al popolo greco è da attribuire una nuova considerazione sulla pena di morte. Le opere di Platone confermano “il graduale superamento del concetto di punizione come vendetta”, pena comminata in casi gravissimi come sacrilegio, omicidio di parenti, crimini contro lo Stato.
Nel ‘500 e nel ‘600, tra il potere politico e religioso, in nome della “ragion di stato”, vigeva la violenza legale. E la pena capitale, con annesse torture quali la ruota, il rogo, era comminata per una vasta gamma di reati;ne erano inclusi anche coloro i quali si discostavano dalle posizioni della Chiesa e quindi accusati di eresia.
Nel 1700 il pensiero illuminista manifesterà “un ripensamento” sull’efficacia della pena di morte.
L’illuminista milanese Cesare Beccaria, filosofo, economista pubblicò un breve trattato Dei delitti e delle pene, uno scritto sui reati, sulle pene e sulla loro validità.
Il Beccaria sosteneva che lo Stato, per punire un delitto con la pena capitale, ne compiva uno a sua volta. Riteneva che non è “l’intensione”, ma “l’estensione” della pena ad esercitare il ruolo preventivo dei reati. Sosteneva inoltre la possibilità dell’errore giudiziario, pertanto proponeva la pena dell’ergastolo.
Quindi lo scopo, l’efficacia della pena non deve essere “afflittiva” o “vendicativa” bensì rieducativa.
L’opera riscontrò grande attenzione in tutt’Europa, fu motivo di riflessione per una proposta di riforma giudiziaria.
Il 30 novembre 1786 il granducato di Toscana sarà il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte, emanando
Purtroppo “l’uomo degli anni a seguire”, l’uomo dalle “nuove ideologie” è tornato a riutilizzarla .
I motivi di questa indegna atrocità s’individuavano addirittura nel diverso colore della pelle, come in Sud Africa durante l’apartheid, o nelle ideologie discordanti come in Russia ai tempi di Lenin e Stalin e in Europa ai tempi del nazismo.
Vergognoso dover ricordare che spesso si veniva fucilati solo perché una SS aveva voglia di farlo.
L’uomo, quell’uomo moderno, che avrebbe dovuto acquisire i valori umani nel tempo, ha macchiato la storia dell’umanità.
Tuttavia questo terzo millennio si è avviato efficacemente nel salvaguardare i valori umani .
Finalmente, dopo 13 anni, la proposta di moratoria sulla pena di morte, la cui iniziativa è stata promossa dall’Italia, ha avuto un riscontro nell’assemblea generale della Nazioni Unite.
La risoluzione sulla pena di morte, approvata il 18 dicembre scorso, ha un rilievo storico considerevole, tale da essere stata paragonata all’abolizione della schiavitù, seppure ora ha solamente valore simbolico.
La risoluzione non avrà l’autorità di arrestarne l’esecuzione, o revocare la legge nazionale che prevede la pena capitale, ma gli effetti hanno e avranno comunque un riscontro pratico ed effettivo.
Infatti il documento vuole sollecitare gli stati, in cui è in vigore la pena capitale, a ridurre il numero dei reati per i quali la si applica, tutelando i diritti dei condannati.
Sarà un sostegno rilevante per i numerosi Governi che, seppure vogliono applicare la moratoria, sono frenati dalla opinione pubblica interna, o da quei movimenti politico-religiosi che assecondano la pena capitale.
Inoltre il Segretario Generale dell’Onu dovrà realizzare un rapporto sulla attuazione della moratoria da presentare all’Assemblea Generale. Saranno necessari allora dati ed informazioni sulle esecuzioni capitali, dati che fino ad ora venivano celati da quei paesi come
La questione “pena di morte” è finalmente divenuto tema “libero” di discussione, punto di partenza per il grande traguardo…frenare una tale “inumanità”
“ La punizione di uccidere chi ha ucciso è incomparabilmente più grande del delitto stesso. L'omicidio in base a una sentenza è incomparabilmente più atroce che non l’omicidio del malfattore.” Fëdor Dostoevskij
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