In quel tempo Giovanni Battista era in carcere, avendo sentito parlare delle cose che Gesù faceva, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: “ sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù rispose loro: “ andate da Giovanni e dite ciò che vedete e udite: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo. E beato è colui che in me non trovo motivo di scandalo”. Mentre quelli se ne andavano Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: “ che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, cosa siete andati a vedere? Un uomo con abiti da lusso? Ecco quelli che vestono abiti da lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Si, io vi dico, più di un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “ ecco io mando dinanzi a te il mio messaggero, egli preparerà la via”. In verità io vi dico, tra i nati di donna non è sorto un più grande di Giovanni Battista,tuttavia il più piccolo del regno dei cieli e più grande di lui”.
QUESTO GESU’ SEMBRA FARE DELLE FREGATURE
Qualcosa di molto strano è successo dalla seconda puntata dell’Avvento sino ad oggi, terza puntata. Sembrano essersi ribaltate le carte, le cose dette l’altra volta con passione da Giovanni Battista sembrano ora smentite. Giovanni è in carcere ed è deluso di Gesù, sembra che Gesù non abbia risposto alle sue aspettative, e gli dice “ ma sei tu colui che deve venire, o devo aspettare un altro?”…sei tu quello per cui è valso la pena donare la vita, sei tu quello per cui andavo gridando agli uomini, nei deserti dei mille nostri impegni quotidiani, che è necessario trovare del tempo di silenzio e di preghiera?...o mi hai fregato? E già, Gesù sembra proprio aver deluso Giovanni!!! Oppure Gesù ha deluso che Giovanni si era fatto di Lui? Capita anche a noi spesso di pretendere da qualcuno ( o essere vittima di pretese) che sia in un certo modo, costringendo ad usare maschere e costruendo amicizie e fidanzamenti un po’ falsati. Poi ad un tratto tutto crolla e la persona si rivela per ciò che è realmente, liberandosi dell’immagine…e restiamo delusi e no siamo più capaci di amarla…ma in realtà forse non l’abbiamo mai amata, abbiamo amato una nostra immagine.
La strada che Giovanni indicava, quella che ci dicevamo l’altra volta, è giusta…utilissima…ma Giovanni aveva un idea di Dio come di un imprenditore con cui fare un contratto. Un Dio a cui do tanto per ricevere tanto. Quel tempo di silenzio tra le nostre mille attività da dedicare a Lui non è una tassa per cui ricevere felicità assicurata e mettersi al sicuro dalla sofferenza. Quel silenzio da cercare come l’oro è per sperimentare nel nostro cuore un amore che nessun altro saprebbe darci. Tutti da noi pretendono…Lui vuole solo incontrarci e riempirci di forza, non quella a basso costo e che prima o poi ha bisogno di nuova ricarica, ma quella vera. A Giovanni dava fastidio un Dio che finiva in croce, avrebbe preferito un vincitore valoroso…ma questa è la realtà di Dio: non ci allontana dalle sofferenze, ma le vive con noi, le ha vissute prima di noi insegnandoci come affrontarle, con la pazienza. A Giovanni dava fastidio dava fastidio un Dio che va dando guarigioni in giro a chi non le merita…eppure è cosi, Dio conserva un inedito di Amore su ciascuno di noi. Quel silenzio da cercare ogni giorno ci apre la strada a capire e poter afferrare quest’inedito. Lui vuole dare un senso meraviglioso ad ogni nostra cosa, Lui vuole soddisfare le nostre attese non dandoci il “ contentino”, ma riempiendoci di un amore grande e standoci accanto in ogni cosa. Cosi ci insegna due cose: la pazienza e il saper soddisfare le attese degli altri.
Nel silenzio con Dio impariamo la pazienza, quella vera, quella che affronta le cose con onore e amore, combattendo e lavorando sodo, desiderando sempre il meglio e alzando la testa al futuro. Spesso, in realtà, la nostra è più una “ pazienza del rimando”, cioè del raggirare gli ostacoli dicendo “ pazienza che ci vuoi fare!”. Questa pazienza degenera e crea frustrazione. Lui ci insegna una pazienza piena di amore e voglia di vivere ancora, che lavora per ricostruire, la pazienza che Lui dona ha il sapore della speranza, del futuro. “ La speranza è attrarre il futuro nel presente” ( Benedetto XVI).
Nel silenzio con Dio impariamo a soddisfare la richiesta di amore che ci fanno…perché di noi non dicano “ ma sei tu quello che dobbiamo aspettare”. Dio ci riempie di amore e affetto, doniamolo agli altri anche noi senza lasciare delusi, impariamo a sacrificarci per donare raggi di felicità e gioia a chi è nel bisogno. Nessuna scusa di tempo o impossibilità può reggere…perché Dio non trova scuse con noi. Ci ama follemente. Allora Buona Domenica e buona scoperta del tuo silenzio in cui scoprire e partorire un amore nuovo.
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