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11 dicembre 2007

VOCABOLARIO E DETTI MARINARESCHI

Manfredonia e il suo linguaggio legato al mare.

Così si può definire la seconda delle tre parti in cui si è suddiviso il meeting ‘La cultura del mare a Manfredonia’. A curare questi interventi sono stati due esperti del settore che già in primavera hanno pubblicato Il vocabolario e i proverbi di Manfredonia’, il prof . Pasquale Caratù, ordinario di linguistica italiana all’università di Bari e Matteo Rinaldi studioso di paremiologia e tradizioni popolari.

 

Il prof. Caratù  ha parlato del lessico marinaresco. “Il lessico marinaresco trae linfa  dal lesssico mutuato dalle attività e dalle condizioni legate alla Terra, dalle immagini, figure e allegorie del lessico marinaresco usate nel parlare comune, che poi influenzano la nomenclatura del territorio circostante- e prosegue- lo 'scorfano' può o poteva essere chiamato rònela 'rondine': róssa o nèrje 'nera' lo scorfano bruno'. Inoltre i movimenti del mare vengono detti Jallócce de l'ònriu mère che traduciamo con "cresta dell'onda nel momento in cui si produce la schiuma", che ricorda appunto la cresta del gallo- e conclude-molto originali l’accostamento ad immagini e figure, come del lampadario "grossa medusa" e "polpo marrone, muschiato, che talvolta si rigonfia nella parte tentacolare, tanto da rassomigliare ad un lampadario". E poi rappresentazioni metaforiche come Runghe "gronco" significa "taccagno", che si avvolge, che non si distende, si attorciglia, come il gronco.

 

Molto suggestiva anche la nomenclatura del Territorio fra tutti ricordiamo la cima più alta del Gargano, Monte Calvo, viene designata con un'immagine, a sckanéte per la forma di "pagnotta", come quella che si usa mangiare da noi”. A seguire è la volta di Matteo Rinaldi che presenta i proverbi legati al mondo marinaro: “I proverbi dal punto di vista della forma, sono brevi enunciati, e quindi facilmente memorizzabili proprio per la loro caratteristica struttura di associazione ed opposizione e rivelazione che propongono: una norma di vita, una situazione scherzosa, un comportamento del tempo atmosferico, un’indicazione utile per un qualsiasi lavoro- e prosegue-Generalemnte il proverbio lo troviamo diviso in due parti: la prima enuncia un principio, una norma; la seconda ribadisce lo stesso principio per opposizione, in modo coinciso.

 

La maggior parte dei proverbi è di carattere metrologico, basato su situazioni realmente accadute e constatabili. Fra tutti cito uno simpatico: ci vuole più tempo a spogliare una donna che far scatenare il maltempo in mare- e aggiunge- ma ci sono proverbi anche legati agli usi e costumi ed anche a condizioni di vita.Mi piace ricorda re questo ‘vuoi fare la vita da poveraccio a tuo figlio? Fagli fare o il pescatore o il cacciatore’, oppure ‘il pescatore ha la pancia piena e le mani vuote’ a sottolineare la precarietà di questo mestiere- e conclude- ma i proverbi sono anche lezioni di vita. ‘Barca senza timone è in balia al vento’ per sottolineare l’importanza della presenza dei genitori nell’adolescenza”.

 

 


di Matteo Palumbo

 




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