Nonostante sia passato un trentennio dalla sua morte e nonostante sia entrato a far parte della schiera dei Santi. Negli ultimi giorni si sono riaccesi i dibattiti e polemiche intorno alla figura del frate di Pietralcina, complice l’uscita del libro “Padre Pio - Miracoli e politica nell'Italia del Novecento, edito da Einaudi. Sono quattrocento pagine che corrono via appassionanti, colme di rivelazioni, intrecciando la vicenda del frate cappuccino di Petralcina a quella italiana dello scorso secolo.
Le stimmate erano autentiche come stabilì la beatificazione voluta da papa Giovanni Paolo II? Oppure erano una mistificazione come sospettava papa Giovanni XXIII? E perchè padre Agostino Gemelli, il medico fondatore dell'Università Cattolica di Milano, era certo che padre Pio se le procurasse con l'acido fenico e la veratrina? E Papa Giovanni XXIII (che si oppose sempre al culto del frate del Gargano) se l'era forse inventate le storie dei torbidi rapporti di padre Pio con alcune donne? E tutto il giro di denaro attorno all'ospedale di San Giovanni Rotondo? Ma il saggio di Luzzatto non si limita a sorprendenti scoperte: cerca di capire come mai sia diventato così popolare e importante un personaggio come padre Pio (definito da Gemelli, che lo aveva visitato nel 1920, due anni dopo la comparsa delle stimmate,"deficiente mentale" e autolesionista isterico") . Ma negli ultimi giorni un altro affascinate progetto si fa avanti.
Un comitato, guidato dall'ex frate Giuseppe Ciofoli, lancia raccolta fondi nel Comune più piccolo del Gargano vogliono costruire la statua più grande del mondo di Padre Pio. L'idea è di un comitato promotore locale nato lo scorso anno su iniziativa del Circolo Culturale «Giulio Ricci», e di Giuseppe Cionfoli, l'ex frate per le sue partecipazioni al Festival di San Remo e alla trasmissione «L'Isola dei famosi». Sarà lui che realizzerà la scultura gigante, già ribattezzata in loco «l'ottava meraviglia del mondo». Il progetto, a quanto pare, prevede anche la realizzazione di una cappella per le funzioni liturgiche, di un centro di ristorazione, di un'area parcheggio e di una sala convegni, La sua ubicazione è incerta, vista la necessità di recuperare 10000 metri quadrati di terreno (la base è di 100 x 100 m). La proprietà della statua potrà essere ìnteramente privata o a partecipazione pubblica: per costruirla serviranno 10 milioni di euro da raccogliere, secondo il comitato promotore, «attraverso un innovativo sistema di azionariato popolare: un apposito sito internet dove saranno venduti 10 milioni di pixel al costo di un euro ciascuno; ogni pixell corrisponderà simbolicamente a un mattone della statua; agli acquirenti saranno riconosciute quote societarie nella futura società di gestione della statua».
Per ora Comitato e direttore artistico dell'opera non sembrano preoccuparsi molto del denaro occorrente. Nei giorni scorsi c'è stato un ennesimo sopralluogo in paese di Cionfoli, nominato presidente onorario dei Comitato promotore, alla ricerca del luogo dove piazzare la statua, che dovrà essere alta 60 metri, ambiziosamente più alta dei Cristo Redentore che si trova sulla cima della montagna del Corcovado, a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro (alta una quarantina di metri). Il Comitato, dicono dall'organizzazione, è aperto al mondo degli imprenditori, degli artisti, dei professionisti, della fede, della politica, della cultura e dell'associazionismo in Italia e all'estero. Per realizzare l'opera, sarà chiamato a lavorare un apposito pool di architetti, ingegneri e geologi. Per ora gli organizzatori confidano nella risonanza mediatica dell'iniziativa, che - sottolineano - vuole essere un grande ornaggio di fede all'uomo e al Santo del Gargano. Nella primavera 2008 - informa il sito internet costituito ad hoc - è prevista la posa della prima pietra della statua gigante e l'inaugurazione di un primo monumento dedicato al Santo di Pietrelcina. In miniatura. Ma questo progetto è inviso a molti, poiché giudicato troppo dispensione e non in sintonia con lo spirito caritatevole di Padre Pio.
Altra polemica che sta prendendo piede a San Giovanni Rotondo è la traslazione della salma del santo dall’attuale cripta ad una nuova sistemazione nel nuovo santuario adiacente. Già numerose le proteste sul luogo e in tutta Italia. Spicca la lettera dell’avvocato Francesco Traversi, Presidente dell’ASSOCIAZIONE PRO PADRE PIO – L’UOMO DELLA SOFFERENZA, che pone in evidenza che Padre Pio aveva espresso il suo dissenso, con alcune manifestazioni che potrebbero essere definite “eclatanti”, ovvero: la chiesa, in occasione delle piogge, si allaga e i Frati Cappuccini, in dette occasioni, chiedono l’intervento dei Vigili del Fuoco, per l’aspirazione dell’acqua;al di sotto della pavimentazione della nuova chiesa, risulta essere presente una falda acquifera, che è causa di umidità alle strutture, e la chiesa è destinata “al crollo”. Inoltre il giorno dell’inaugurazione della nuova chiesa, vi fu un’invasione di cavallette, che indusse i fedeli, intervenuti per partecipare alla festa, a fuggire dalla piazza;la caduta della campana, portante il Suo nome e quello di San Michele Arcangelo, attualmente non ancora ricollocata. Padre Pio ha così manifestato la Sua volontà di non essere riesumato né tantomeno traslato dal luogo in cui si trova.
Nessun riscontro è pervenuto a quanto richiesto a S.E. Monsignor Tarcisio BERTONE. Non si comprende e si deva ritenere vergognoso l’uso indebito di quanto ritenuto storico. In particolare, si rileva che Padre Pio viene sottoposto ad una terza persecuzione, per fatti manifestamente falsi.Pertanto è iniziata ufficialmente l’azione di protesta, che verrà realizzata in vari luoghi dove il frate ha vissuto e coinvolgerà vari gruppi di preghiera in tutta Italia, contro la rimozione della salma dello stimmatizzato. La prima tappa (destinata a rimanere nella storia e nelle polemiche legate alla figura del santo) è stata proprio quella di San Giovanni Rotondo, quando giorno 31 ottobre scorso, la presidente delle figlie spirituali di Padre Pio, miracolate dal frate, Rosa Cifaldi di 62 anni e sua sorella Raffaella Cifaldi di 70 anni assieme al giornalista Giuseppe Saldutto, promotore del Comitato Spontaneo di Protesta “Difendi Padre Pio”, assieme al miracolato Luis Napolitano di 59 anni, pittore e scultore di arte sacra devotissimo del frate si dice pronto a tutto, anche a farsi arrestare per bloccare questa iniziativa a cui sono contrari.
Ultimo ‘coupe de theatre’ di Giuseppe Saldutto, che avanza un’inquietante ipotesi secondo la quale Padre Pio fu ucciso da un cocktail di farmaci.
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