GLASGOW - L'Italia aggancia l'Europa ed a perfezionare l'operazione è Christian Panucci, uno che dopo una vita in azzurro al mondiale vinto a Berlino non c'era ed all'Hampden Park di Glasgow, a 34 anni suonati, sì. E' suo al 90' il gol che schianta le residue speranze degli scozzesi, che avevano pareggiato un po' casualmente la rete iniziale di Toni, e dà agli azzurri la certezza della qualificazione alla fase
finale.
Il sorprendente lampo di Panucci, un talento finalmente maturato, è metafora della consacrazione di Roberto Donadoni, il ct che aveva raccolto male l'eredità di Marcello Lippi ed è cresciuto molto strada facendo. Ha smussato angoli personali e di gruppo, ha raddrizzato la rotta dopo la falsa partenza con Lituania e Francia ed ora proprio davanti alla squadra di Domenech archivia il girone di qualificazione, grazie alla prevedibile passerella con le Far Oer di mercoledì prossimo a Modena. Si chiude così una settimana difficilissima per il calcio italiano, diviso tra la tristezza per la morte del tifoso Gabriele Sandri, la preoccupazione per l'esponenziale irrazionalità degli ultrà, e le incombenze della gestione tecnica di nazionale e campionati. Perlomeno la nazionale, il suo l'ha fatto, e bene. Ha superato lo scoglio scozzese, fatto
per la verità più di tifo e folclore che di reale consistenza tecnica, con autorevolezza. Con una sana gestione della palla dopo il gol del vantaggio di Toni. Ed una eccellente gestione della partita dopo il pari scozzese, determinato anche da un intervento non sicurissimo di Buffon. Ed ha così realizzato un record: per la prima volta dopo il titolo mondiale, è arrivata la qualificazione europea. Viste le premesse, non è male.
Il clima da tregenda del pomeriggio scozzese si era trasformato nell'immediato prepartita in un happening sportivo: la pioggia incessante, il vento e l'urlo continuo dell'Hampden Park avevano lasciato il passo ad una danza vagamente tribale ma di grande spettacolarità messa in scena dai 50 mila della Tartan Army. Nello spicchio di tribuna riservato agli italiani due striscioni per Gabriele Sandri, e tanta speranza per la gara degli azzurri. Ben riposta, a giudicare dall'avvio. Perché il 4-3-2-1 messo in campo da Donadoni nella formazione prevista (con a supporto di Toni Camoranesi e Di Natale) mandava subito in tilt gli ingranaggi dei padroni di casa. Una vampata iniziale di marca italiana, una disattenzione difensiva degli scozzesi che lasciavano solo sulla sinistra Di Natale su una rimessa laterale di Zambrotta, e Toni si avventava alla sua maniera sul cross dell'udinese mettendo in rete da pochi passi di esterno destro.
Il tema tattico rimaneva quello, con gli scozzesi obbligati all'offensiva, ma sul piano psicologico la gara cambiava eccome. Infatti già un minuto dopo su cross basso dalla sinistra di Toni Camoranesi andava al tiro da distanza ravvicinata, ma mandava alto. La manovra degli uomini di McLeish faticava a decollare, qualche brivido per Buffon arrivava tra il quarto d'ora ed il 20' su azioni susseguenti a calci d'angolo: prima Zambrotta ribatteva con il braccio (aderente al corpo, però) in area su tiro di McCulloch, poi Ferguson tirava alto ed infine sempre su corner Hutton metteva fuori di pochissimo.
Ma l'Italia riprendeva il controllo del gioco: nonostante il terreno pesantissimo, il piccolo Di Natale svolgeva un grande lavoro di copertura e di incursione (al 32' andava anche in gol con un tap in dopo respinta del portiere su tiro di Camoranesi, ma si era aiutato con la mano nel controllo), il trio milanista di centrocampo macinava palloni ed in difesa i pericoli erano quasi inesistenti fino a quando in chiusura di tempo Weir di testa su angolo scavalcava Buffon. La palla stava per entrare, quando vicino al palo dove era andato in copertura sbucava la testa di Pirlo che salvava.
Nella ripresa un salvataggio miracoloso di Naysmith su una mezza rovesciata di Di Natale al 4' rianimava il tifo scozzese, ma era la conferma della superiorità degli azzurri. Che andavano ancora al tiro al 9' (punizione di Pirlo), ed al 14' con Zambrotta lanciato da Panucci, per due parate di Gordon.
Al 20' però su una punizione di McFadden una respinta corta di Buffon consentiva a Ferguson in posizione di sospetto fuorigioco di battere a rete. E la gara diventava un prolungato corpo a corpo. Donadoni correva ai ripari sostituendo l'esausto Di Natale con Iaquinta, le speranze scozzesi si rinvigorivano al 35' quando su tocco profondo di Miller, McFadden nel cuore dell'area appoggiava a sinistra per McCulloch che
incredibilmente metteva fuori a porta vuota. Entravano Chiellini per Camoranesi e De Rossi per Gattuso, Panucci faceva la prova generale sfiorando a 3' dal termine il gol di testa su una punizione di Pirlo. Poi su angolo trovava tempo ed elevazione giusti per mettere il sigillo ad una qualificazione meritata.
ROMA - E' salito a dodici, dopo il penultimo turno di partite, il numero delle nazionali qualificate ad Euro 2008. Due di loro, Austria e Svizzera, sono state ammesse in qualita' di paesi organizzatori della manifestazione. Questo il tabellone aggiornato, in ordine alfabetico, delle squadre qualificate:
Austria
Croazia
Francia
Germania
Grecia
Italia
Olanda
Polonia
Repubblica Ceca
Romania
Spagna
Svizzera
Le altre quattro saranno Portogallo, Finlandia o Serbia (se vince domani);
Turchia o Norvegia;
Inghilterra, Russia o Israele;
Svezia o Irlanda del Nord.
fonte : ANSA.IT
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