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Magazine

15 novembre 2007

QUANDO IL GIORNALISMO DIVENTA VIOLENZA

Sulla violenza degli stadi si è detto, si è sentito, si è scritto e si è letto.
Molte volte la penna del giornalista scorre via velocemente dinanzi a scandali e violenze che hanno tolto credibilità al gioco del pallone. Molte volte la testa del giornalista non si ferma a riflettere su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato scrivere.
 
A Manfredonia abbiamo subito una battaglia mediatica esagerata per colpa del calcio: Manfredonia-Napoli, Ternana-Manfredonia e Manfredonia-Foggia i punti più caldi del pallone nostrano. Ma il calcio non è fatto di cronaca minuto per minuto, di pagelle e di torti arbitrali? Ma soprattutto, il calcio non è dei tifosi? Questo dovrebbe essere il calcio, ma perchè non lo è?
 
Perchè il lunedì il giornalista, per vendere o per avere tanti "click" nel suo sito si occupa di altro, parla di violenza a sproposito, molte volte sbagliando. E' il caso delle più grandi testate giornalistiche nazionali che, a poche ore dalla morte di Gabriele Sandri, definirono il ragazzo ultras (quindi violento) e diedero risalto allo scontro con i tifosi juventini, senza soffermarsi sull'estraneità dell'episodio con il mondo del calcio.
 

Capita anche che il giornalista o il presunto tale, abbia difficoltà a gestire situazioni di euforia ed entusiasmo: è il caso di un sito dedicato al Foggia che ha pubblicato un articolo dal titolo "Basta! State diventando noiosi!" in cui si attacca il correttissimo pubblico sipontino e tutto il suo ambiente. Qual'è lo scopo di tali esternazioni se non quello di costuire un odio tra tifosi?

 

 


di Carlo Rinaldi

 




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