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5 novembre 2007

IL GALATEO

Un articolo che forse tutti devono leggere...

 

Il galateo, nasce intorno al 1550 grazie al componimento scritto da Monsignor Giovanni Della Casa su suggerimenti di Galeazzo (che appunto in latino è Galatheus) Florimonte. Tale componimento ebbe molta fortuna, non solo presso le corti italiane, ma anche all’estero, soprattutto nelle corti spagnole e inglesi.

 

Come ben sappiamo il bon ton è molto vasto come argomento. Ma oggi ho deciso di parlarvi di “buona educazione” a tavola. Comincio proprio da qui perché obiettivamente in questa occasione si consumano le più grossolane brutte figure!

Ci si siede con entrambe le gambe sotto il tavolo, la schiena dritta, è il cibo che dal piatto raggiunge la bocca, non il contrario, cercare di tenere il più possibile i gomiti vicino il corpo, mai poggiarli sulla tavola. Ma le mani non devono mai scomparire dalla vista!!Da tavola non ci si alza fino a che tutti non hanno finito. Il cellulare, durante un pranzo, non si tiene mai acceso. Il tovagliolo si poggia sulle ginocchia. Non si parla al cameriere. Lasciare sempre qualcosa nel piatto, questa è un’abitudine che deriva dall’antica usanza per cui la servitù mangiava in cucina dopo aver lavorato, anche se per fortuna oggi non esistono, è comunque una regola da rispettare. Prima e dopo aver bevuto ci si pulisce la bocca col tovagliolo (ovviamente). Le posate si cominciano ad usare dall’esterno verso l’interno, il bicchiere più grande è per l’acqua, quello più piccolo per il vino, quello alto per lo champagne. Non parlare a bocca piena, evitare strani rumori. La scarpetta non si fa. Non si gioca con le posate. A tavola non ci si toccano i capelli. Le posate devono essere tenute all’estremità del manico con delicatezza, tra indice, pollice e medio. Non si gesticola con le posate in mano. Quando si taglia, l’indice non deve scendere fino alla lama, ma fermarsi al manico. La forchetta si usa con le punte in basso quando e nella mano sinistra, con le punte in alto se è nella destra (ovviamente la regola è rovesciata in caso di mancini). Il cicchiaio non si infila in bocca, ma si accosta leggermente alle labbra per sorseggiare silenziosamente, non si soffia sulle minestre. Il bicchiere non va mai riempito tutto. Il vino non si beve con l’acqua.

Una volta finito, le posate vanno sistemate in verticale nel piatto, con i manici verso di voi, con la lama del coltello girata verso la forchetta. Non sono assolutamente ammessi gli stecchini. A tavola non si fuma prima del caffé. E comunque mai senza aver chiesto il permesso ai presenti.

I cibi?

Gli spaghetti si arrotolano alla forchetta, senza usare il cucchiaio.

Il risotto non si spiattella per farlo raffreddare.

I frutti di mare si mangiano tenendo il guscio tra le dita ed estrarle con la forchetta.

La frittata non si taglia mai con il coltello.

Il pollo, non si mangia con le mani.

Le ciliege si mettono in bocca intere e si posa il nocciolo nella mano chiusa per poi poggiarlo sul piatto.

I cachi si mangiano con il cucchiaio, mentre si tiene il frutto con le dita.

Per mangiare l’insalata, invece, si usa solo la forchetta.

Al cocomero si tolgono i semi con la forchetta. Poi si taglia con il coltello e si porta il frutto alla bocca con le mani.

La torta, per mangiarla, non si usa il coltello.

Ricordate sempre che il padre di famiglia deve sedere ad un posto centrale, in modo da riuscire a guardare tutti, si comincia a mangiare solo dopo di lui.

 

È vero è un po’ difficile seguire queste regolette, ma se ci farete attenzione nei primi tempi vedrete che poi vi risulterà tutto più semplice!!! Alla prossima.

 


di Rita Rotice



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