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26 ottobre 2007

SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME...

Il vangelo di Domenica 28 ottobre . XXX Domenica del Tempo Ordinario. 
Dal Vangelo secondo Luca ( 18, 9-14)

 

In quel tempo Gesù disse ancora una parabola per alcuni che presumevano di essere giusti  e disprezzavano glia altri: <<  due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, tra se pregava: “ o Dio ti ringrazio perché non sono come altri uomini, ladri, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago la decima di quanto possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava neppure alzare lo sguardo al cielo, e si batteva il petto dicendo: “ o Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi di coche questi tornò a casa giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.>>

 

 

SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE BRAME...

...chi è la più bella del reame?...Tutti ricordiamo queste celebri parole della colossale e sempre affascinante favola di Cenerentola. Ma tutti ricorderemo anche la rabbia e la tristezza che provocò la risposta dello specchio a chi fece questa domanda...praticamente fece cadere le impalcature del cuore di questa montata sorellastra sbattendoli in faccia la sua verità. È la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questo brano del Vangelo. Il tema è ancora quello della preghiera, che qui si presenta davvero alla grande come un vero e proprio specchio che ti sbatte in faccia la tua realtà. E si, Dio come ogni buon Padre ci sbatte in faccia la nostra realtà...ed è proprio questa la grande bellezza della preghiera, dell’essere in relazione d’amore con Lui: non possono essere usate maschere, quelle che spesso usiamo in giro nelle nostre relazioni e che ci fanno stare profondamente male!!!

 

Davanti a Lui sei te stesso/a...senza paure o vergogne...infatti questa pagina ci ricorda che c’è spazio per tutti, per tutti c’è una risposta e una salvezza, per tutti c’è quel tenero abbraccio di questo Padre. In questi due personaggi possiamo riconoscerci tutti. Posso riconoscermi io e tu, che siamo bravi ragazzi( forse bravi cristiani) che ci teniamo ad un certo fare, ad un certo stile di vita preciso, spesso quasi maniacale, che non permettiamo a nessuno di criticare perché un po’ convinti di noi! Uno stile, come in questa pagina, che spesso ci fa rischiare, anche nella preghiera, di non prenderci le nostre responsabilità...ma fare solo belle parole, bei canti, bei gesti, pensando ad altri e guardandoli con una certa pietà perché sono i cattivi...e alziamo cosi muri...pretendendo che Dio ci ascolti e stia dalla nostra parte...peccato che quando scese sulla terra scelse una povera grotta puzzolente. Risvegliamoci, scendiamo da questo podio dei “bravi ragazzi convinti”,  perché non è un premio...ma potrebbe essere una vera e propria sindrome...una devastante epidemia che ci può anche renderebbe schiavi. Schiavi perché per paura di deludere qualcuno ci riempiamo di maschere e nascondimenti, per non venir meno a quest’idea che tutti hanno di noi come bravi ragazzi.

 

Ma posso riconoscermi anche io e tu che non ci sentiamo più degni di fare niente, che ci mettiamo sempre negli angoli delle stanze, delle feste per aura di essere feriti dagli altri e per paura che qualcuno ci chieda qualcosa che ci metta in imbarazzo. Che non vogliamo più raccontarci a nessuno perché la nostra storia ricca di delusione non interesserebbe più a nessuno! Invece no!!!!!!!! Interessa a Dio, perché ci core incontro e “ giustifica”...cioè libera da questi pesi, pronto ad ascoltarci e ricordarci che se abbiamo quest’umiltà di sentirci poveri dinanzi a Lui potremo diventare ricchi, perché saremo bisognosi dell’aiuto suoi e degli altri. I perfettini, i montati, i convinti diremmo noi....non avranno mai il coraggio di chiedere aiuto...perchè orgogliosi e rischieranno di sentirsi poveri. Il vero peccato non è essere cattivi o non essere buoni...è no permettere a Dio di essere buono con noi...di farlo entrare nella nostra storia e farla cambiare...donarli tempo in cui pregarlo e farci cambiare il cuore da povero in ricco. Il padre dei nostri amati fratelli protestanti, Lutero, diceva: “ noi non siamo amati da Dio perché siamo belli e buoni...ma siamo belli e buoni perché amati da Dio”.

Allora usciamo dai nostri gusci...scendiamo dai nostri podi, smontiamoci, sentiamoci bisognosi di Lui...ascoltiamolo e forse ci riscopriremo senza troppe maschere e presunzioni tutti più fratelli...nella povertà e umiltà si impara!

Ah proposito, voglio ringraziare tutti quei poveri, quei non montati, quelli cercatori di Dio che non trovano accoglienza nelle parrocchie perché strani, quelli senza troppe convinzioni...che mi hanno fatto capire cos’è l’amore. GRAZIE...PER DIO SIAMO TUTTI UGUALI E TUTTI GRANDI!!!!!!!!!!

 


di Massimiliano Arena

 




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