Perchè tanti sono fuori a studiare? Mancano davvero le facoltà da loro prescelte? Molti sono mossi dal desiderio di provare l’ebbrezza di vivere da soli, di gestirsi la conquistata indipendenza, o di fuggire da complesse vicende familiari. Ma tanti altri potrebbero frequentare le stesse facoltà stando a due passi da casa: è il caso di Foggia, di Bari, di Lecce, della neonata e ancora embrionale Manfredonia.
Ma perchè partire abbandonando amici e parenti? Sicuramente nelle nostre città universitarie mancano l’aria di Bologna, i servizi di Milano, il prestigio di Roma; ma non solo. Manca la coscienza! Coscienza di essere università svalutate e per questo bisognose di offrire più servizi agli studenti, di farsi più propaganda (non solo con le lauree ad honorem), di dedicare più risorse all’orientamento e all’accoglienza. Manca la coscienza dell’organizzazione: un numero maggiore di iscritti non fa migliore una facoltà: ci vogliono più spazi, più iniziative, più possibilità di scegliere senza farli scappare. Manca la possibilità di uno sbocco post-universitario, sia a livello formativo (stage, tirocini, ecc), sia a livello lavorativo. Manca la coscienza dell’investimento: sul proprio territorio, sulle proprie capacità, sui propri giovani cervelli, e questo sia da parte delle istituzioni, che non erogano economicamente i mezzi necessari per crescere, sia da parte degli studenti che non vogliono credere e lottare per ottenere le stesse possibilità ovunque.
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