Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario
Gesù raccontò poi una parabola sulla necessità di pregare sempre e senza scoraggiarsi. C’era in una città un giudice che non aveva ne timore di Dio ne rispetto per gli uomini. C’era in quella stessa città anche una vedova, la quale andava da Lui e diceva: rendimi giustizia contro il mio avversario. Per molto tempo egli si rifiutò. Ma poi penso tra se : “ anche se non ho timore di Dio ne rispetto degli uomini, tuttavia, per il fastidio che mi da questa vedova, gli renderò giustizia, perché non venga continuamente a seccarmi”. E il Signore proseguì, “ avete udito quello che dice il giudice ingiusto. Ora Dio non renderà forse giustizia ai suoi eletti che lo invocano giorno e notte, anche se li farà attendere? Io vi assicuro che senz’altro renderà loro piena giustizia. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà troverà fede sulla terra”.
…DESIDERI A TU PER TU…
Pensare a due che si dicono desideri a tu per tu rimanda subito la mente alla scena di due innamorati che nel tornare a casa la sera si fermano in una stradina solitaria, e li fissandosi negli occhi si raccontano i loro progetti sul futuro…in quel meraviglioso clima di intimità sigillato quasi sempre dall’appassionato bacio finale.
E bene, la dinamica nascosta di questa pagina respira più o meno la stessa aria. E’ una pagina ricca di mistero e di simbologia, che ci svela il senso di tanti nostri inutili sprechi di energie. La vedova rispecchia bene tante nostre situazioni in cui ci è “ morta” la felicità, la speranza, la passione sull’andare avanti con le marce giuste…e il giudice cattivo indica l’immagine distorta che noi abbiamo di Dio, come uno che non gliene frega niente di noi. E’ in realtà, per quanto il nostro orgoglio non voglia ammetterlo, è questa la fonte di tanta nostra tristezza: non riuscire a trovare più risposte, spiagge di certezza su cui riposare, nemmeno in Dio. Ma dovremmo andare tutti un po’ a lezione da questa vecchia vedova…ma che nel cuore è più giovane di noi…giovane perché non ha smesso ancora di desiderare, di insistere a raccontare a tu per tu a Dio i suoi dinamismi interiori. Si, il tema di questa pagina è il colloquio con Dio, questo parlare di desideri a tu per tu con Lui, insomma di quella vecchia parolaccia che fa ormai ridere:
Per noi cristiani questo desiderare si chiama preghiera…e questo vedere tutto con occhi diversi si chiama stile di vita cristiana nell’amore!!! All’inizio abbiamo visto come per i fidanzati la prova di conferma e forza era data dal bacio finale…con Dio la prova di conferma e forza è stata gia data col Suo totale dono di amore sulla croce, e col totale dono in quell’Eucaristia che ogni domenica dovremmo mangiare. Infatti nel Vangelo Gesù dice una frase sul suo volerci davvero incontrare e riempire di bellezza…in latino suona più poetica: “ Desiderio desideravi manducare vobiscum…”( Lc 22, 14)…ho desiderato con desiderio di poter mangiare con voi…di poterti abbracciare e ascoltare. Allora non aspettiamo, non lasciamoci fregare da una vecchia vedova, Dio è li nel tuo cuore, è li nella tua stanza, è li nella prima chiesa aperta, è li nel primo sacerdote che troverai…è li che vuole ascoltarti e parlarti a tu per tu!!!
di Massimiliano Arena
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