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Magazine

27 settembre 2007

BORGO MEZZANONE

Unarealtà tutta da scoprire. L'articolo di Domenico Facciorusso, Direttore Caritas diocesana

Volge al termine il Campo di Servizio a Borgo Mezzanone organizzato dalla Caritas diocesana di Manfredonia con l’importante collaborazione  della locale parrocchia, che di fatto ha supportato l’accoglienza e la strutturazione dell’esperienza formativa, e l’appoggio del comune di Manfredonia. Davanti a mons. Domenico D’Ambrosio, arcivescovo Sipontino, al presidente della Provincia, dott. Carmine Stallone, e al responsabile del Campo di prima identificazione della Prefettura di Foggia, si è voluto raccontare quanto accaduto nei quattro turni di luglio e agosto. La lettura dei dati relativi al Campo di servizio evidenzia il successo formativo, per i generosi partecipanti, e la spinta solidale verso un territorio segnato dalla numerosa presenza di immigrati.

Il tema ispiratore del campo è stato lo slogan di una canzone “Metti in circolo l’amore”, un invito immediato ad afferrare tra le mani la  motivazione di un servizio alla vita offesa dalla sofferenza e compromessa dai “viaggi della speranza” degli migranti in cerca di solidarietà. In questo modo il campo di servizio si è configurato non tanto nell’ottica del volontariato, ma nella definizione di uno spazio di crescita interiore favorito dal confronto con i formatori mattutini e il servizio, offerto ai numerosi richiedenti asilo del territorio, con la scuola di prima alfabetizzazione e lo sportello di orientamento. Il campo ha avviato anche la verifica attenta di quegli elementi che sono alla base della cittadinanza attiva in modo da tradurre in impegno quotidiano quanto riscoperto nel tempo estivo di un servizio straordinario.

In definitiva, il campo di servizio proposto nella borgata si è collocato per i generosi partecipanti nell’ottica pedagogica e propositiva per un territorio che vuole vedere la presenza degli immigrati anche come opportunità di crescita nell’interculturale. I dati statistici complessivi confermano la riuscita di quanto proposto con passione e competenza: hanno aderito al campo 135 giovani, rispetto ai 97 dello scorso anno;  il 59% sono donne e l’età media si assesta sui 20 anni; e il 46% degli iscritti sono della Capitanata, con un significativo 15 % di giovani della piccola borgata.

Affianco alla soddisfazione dei generosi partecipanti alla coraggiosa vacanza di solidarietà, che in questo modo hanno avuto modo di conoscere da vicino i drammi e le risorse legate agli immigrati,  si colloca anche la felice constatazione delle istituzioni per una caritas attenta non solo ai più poveri, ma impegnata con le istituzioni in un’opera di  animazione della realtà giovanile attraverso la proposta di attività significative. In tal senso, monsignor D’Ambrosio, ha chiuso la tavola rotonda, a conclusine del campo servizio giovani, incoraggiando la piccola comunità rurale a continuare a mettere in “circolo l’amore” con scelte “degne dei nuovi poveri” ed in dialogo con le istituzioni e il territorio in cui è inserita.

 

 

 

 

 

 


di Domenico Facciorusso, Direttore Caritas diocesana




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